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In Italia il gatto è sempre più al centro della vita domestica. Non un semplice animale da compagnia, ma un vero membro della famiglia, a cui si dedicano tempo, attenzioni e perfino decisioni importanti. In occasione della Giornata Nazionale del Gatto del 17 febbraio, una ricerca realizzata da Rover fotografa un rapporto profondo e in continua evoluzione tra gli italiani e i loro felini. 

Secondo l’indagine, quasi un terzo dei proprietari trascorre oltre due ore alla settimana giocando con il proprio gatto e una percentuale ancora maggiore dedica tempo alle coccole. Lo smartworking ha rafforzato ulteriormente questo legame: lavorare da casa ha reso più stretta la relazione con il proprio micio per quasi la metà degli intervistati. L’affetto si manifesta anche nelle celebrazioni: sei italiani su dieci festeggiano compleanni e ricorrenze dei loro gatti con premi, regali o persino piccole feste.

Come i gatti entrano nelle famiglie

Il modo in cui un gatto arriva in casa racconta molto delle abitudini sociali del Paese. Molti italiani scelgono consapevolmente di adottare da rifugi o associazioni, mentre altri ricevono il micio in dono da amici o parenti. Colpisce però il numero di “incontri del destino”: una quota significativa racconta di aver trovato il proprio gatto per strada e di aver deciso di accoglierlo dopo aver scoperto che era randagio.

Una scelta tra cuore e praticità

Accogliere un gatto nasce spesso da motivazioni emotive, come l’affetto e il senso di compagnia, ma anche da ragioni pratiche legate all’indipendenza e alla facilità di gestione dell’animale. Alcuni proprietari dichiarano di aver sempre vissuto con un gatto fin dall’infanzia, mentre altri hanno realizzato un desiderio coltivato per anni. Sempre più persone riconoscono inoltre il valore calmante della presenza felina e il suo contributo al benessere psicologico.

La cura quotidiana è condivisa

La gestione del gatto si integra nei ritmi familiari. Se alcune attività richiedono poco tempo, come la pulizia della lettiera, il gioco e l’interazione restano momenti irrinunciabili. La responsabilità è spesso condivisa: molti se ne occupano insieme al partner e in diverse famiglie anche i figli partecipano attivamente alla cura dell’animale.

Vacanze e separazione: una scelta difficile

La presenza del gatto influisce anche sull’organizzazione dei viaggi. Molti proprietari utilizzano dispositivi smart per monitorare l’animale quando sono fuori casa e, quando partono, si affidano soprattutto a familiari o amici. Non mancano però casi in cui si rinuncia del tutto alla vacanza per non lasciare solo il proprio micio. La separazione genera emozioni contrastanti: c’è chi prova tristezza o ansia e chi, invece, si sente sereno grazie alla fiducia in chi si prende cura dell’animale.

Secondo Elia Borrini, responsabile internazionale della piattaforma, la crescente attenzione verso il benessere dei gatti si riflette anche nell’aumento delle richieste di servizi di cat sitting negli ultimi anni, segno di una sensibilità sempre maggiore verso la loro cura.

I consigli degli esperti per affidare il gatto

Per aiutare i proprietari a gestire le assenze, la comportamentalista felina Mikel Delgado suggerisce alcune buone pratiche: organizzare in anticipo la cura del gatto, scegliere un pet sitter esperto, fornire istruzioni dettagliate e lasciare sempre i contatti del veterinario. Fondamentale anche mantenere un contatto regolare durante l’assenza per monitorare il benessere dell’animale.

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