Le date ufficiali per lo spegnimento del riscaldamento nel 2026 e tutto ciò che c’è da sapere sulle zone climatiche italiane.
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quando si spegne il riscaldamento 2026
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Gestire bene lo spegnimento dei termosifoni richiede attenzione a regole e consumi, soprattutto con l’arrivo della primavera. Sapere quando si spegne il riscaldamento 2026 con esattezza permette di evitare sprechi e rispettare le disposizioni del tuo Comune, che variano in base alla zona climatica di appartenenza. Nella maggior parte delle città lo spegnimento avviene tra metà aprile e inizio maggio, anche se nelle aree più fredde si può prolungare di qualche giorno, mentre nei territori dal clima mite la chiusura arriva prima.

Quando si spengono i termosifoni in primavera?

Lo spegnimento del riscaldamento avviene ogni anno con l’arrivo della stagione più mite. Le date cambiano in base alla fascia climatica, un criterio stabilito da legge nazionale che divide l’Italia in sei zone (dalla A alla F) sulla base delle temperature invernali.

Per capire quando si spengono i termosifoni in primavera e nel tuo Comune, devi controllare la tua zona di appartenenza. Ecco qui di seguito una panoramica semplice e immediata.

quando si spegne il riscaldamento 2026
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Le diverse zone in Italia per lo spegnimento dei caloriferi

Ecco una sintesi che mostra le date indicative di spegnimento del riscaldamento in Italia per ogni zona climatica. Sono le stesse che i Comuni solitamente confermano anno dopo anno (eventuali deroghe vengono comunicate localmente).

  • Zona A (comuni molto miti): località dove le temperature più alte limitano l’uso degli impianti. A Lampedusa, Porto Empedocle, alcune zone della Sicilia meridionale, lo spegnimento è previsto per il 15 marzo 2026.
  • Zona B: zone in cui il clima generalmente è più mite con periodi di accensione più brevi, come Palermo, Reggio Calabria, Crotone, Agrigento. Qui i termosifoni si spegneranno il 31 marzo 2026.
  • Zona C: a Napoli, Bari, Cagliari, Lecce, Salerno e altre città del Centro-Sud lo spegnimento dei riscaldamenti è previsto per il 31 marzo 2026.
  • Zona D: zone come Roma, Firenze, Genova, Ancona, Viterbo, Pescara dovranno chiudere le valvole dei termosifoni il 15 aprile 2026. In alcuni Comuni ci sono delle variazioni: Roma, ad esempio, ha previsto lo spegnimento il 7 aprile 2026.
  • Zona E: Milano, Torino, Bologna, Verona, Padova, Bergamo, Bolzano, Parma, Venezia, Perugia, L’Aquila e gran parte del Centro-Nord chiuderanno i riscaldamenti sempre il 15 aprile 2026.
  • Zona F: le aree di Trento, Cuneo, Belluno, i territori alpini e le aree montane più fredde non hanno nessun limite. Il riscaldamento si può accendere e spegnere liberamente.

Cosa sono le zone climatiche?

Le zone climatiche sono una classificazione introdotta per regolare in modo uniforme l’uso del riscaldamento in Italia. Ogni Comune viene inserito in una delle sei fasce (A-F) in base al numero di “gradi-giorno”, un parametro che misura quanto fa freddo durante l’anno.

Più la zona è fredda, più lungo è il periodo annuale in cui è consentito attivare l’impianto. È un sistema pensato per equilibrare il risparmio dell'energia in casa e comfort domestico. In breve:

 
  • Le zone A e B comprendono le aree costiere e più miti del Sud.
  • Le zone C e D coinvolgono città con clima temperato.
  • Le zone E includono la maggior parte delle città del Nord e del Centro.
  • Le zone F riguardano principalmente territori di montagna.
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Quando si chiude il riscaldamento condominiale

Nel caso di un riscaldamento condominiale centralizzato, la gestione segue il calendario della zona climatica, ma la data precisa di spegnimento viene stabilita dall’amministratore o dall’assemblea. In genere si rispetta la scadenza prevista dalla legge, a meno di condizioni meteo eccezionali. Esistono però alcune situazioni particolari:

  • È possibile chiedere una proroga temporanea in caso di ondate di freddo.
  • Gli orari giornalieri di accensione possono essere modulati, purché si resti entro le ore massime previste per legge.
  • In condomini con contabilizzazione del calore, il singolo può regolare i propri consumi, ma non anticipare la chiusura dell’impianto comune.

Chi vive in un appartamento con riscaldamento autonomo, invece, può spegnere quando vuole, rispettando comunque il periodo generale di accensione stabilito dalla normativa.

Ripartizione delle spese del riscaldamento centralizzato
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