Complici anche i ritmi di vita moderni, tra numerosi impegni quotidiani e poco tempo a disposizione, per i genitori non è sempre semplice gestire le esigenze familiari. Ad esempio, a che età si può lasciare un figlio a casa da solo? In base a quanto previsto dall’articolo 591 del Codice Penale, chi ha meno di 14 anni non può rimanere incustodito: il rischio è quello di imbattersi nel reato di abbandono di minore. Oltre i 14 anni è invece possibile lasciare i figli soli in casa, purché ne venga valutata attentamente la maturità, le circostanze ambientali e il contesto.
Qual è l’età minima per stare a casa da soli
Non è sempre semplice conciliare le esigenze di tutta la famiglia: tra turni di lavoro, e altre necessità inderogabili, può capitare che i genitori non trovino nessuno che possa sorvegliare i figli in loro assenza. Ma a che età si può lasciare un figlio solo a casa?
Per comprenderlo, è innanzitutto necessario verificare la normativa vigente. In base all’articolo 591 del Codice Penale, i minori di 14 anni non sono ritenuti in grado di provvedere a loro stessi. Di conseguenza:
- sotto i 14 anni, vige una presunzione di assoluta incapacità. Lasciare il figlio incustodito in casa, anche per brevi periodi, può esporre al reato di abbandono di minori, indipendentemente dalla buona fede del genitore;
- dai 14 ai 18 anni, vi è invece una valutazione discrezionale. I figli possono rimanere da soli in casa, purché ne sia valutato il grado di maturità e il contesto.
Fatte queste premesse, determinante non è solo l’età minima di legge, quindi il semplice dato anagrafico, ma anche la concreta maturità dimostrata dal figlio, se di età superiore ai 14 anni. In tali situazioni, la valutazione rimane perciò caso per caso.
Quando si configura il reato di abbandono di minore
Nelle situazioni in cui i minori sono incustoditi, non bisogna sottovalutare il rischio di imbattersi nel reato di abbandono di minori o incapaci, disciplinato proprio dall’articolo 591 del Codice Penale. Quest’ultimo prevede la reclusione da 6 mesi a 5 anni per chiunque abbandoni un minore di 14 anni o, ancora, una persona incapace di provvedere a sé stessa indipendentemente dall’età. La pena è aumentata se il fatto è commesso dal genitore e, se ne deriva la morte, si rischia la reclusione da tre a otto anni.
Semplificando, il reato si configura quando ricorrono alcuni elementi essenziali:
- il mancato rispetto dell’obbligo giuridico di custodia e cura, da parte del genitore o di chi ne fa le veci;
- la condotta omissiva o commissiva, che si concretizza nel lasciare da solo il minore, sottraendosi agli obblighi di legge;
- lo stato di pericolo, considerando che non è necessario che si verifichi un incidente concreto, basta l’esposizione potenziale a rischi prevedibili.
Anche assenze di pochi minuti possono integrare il reato, soprattutto se l’ambiente in cui il minore permane presenta fonti pericolose. Di conseguenza, a che età un figlio può rimanere da solo in casa, senza che il genitore si imbatta nei rischi penali? A partire dai 14 anni, purché sia sufficientemente maturo per farlo.
Le cautele necessarie per gli over 14
Superati i 14 anni, il reato di abbandono non scatta automaticamente, pur rimanendo l’obbligo di vigilanza da parte del genitore, in base all’articolo 316 e successivi del Codice Civile. Per questa ragione, devono essere adottati tutti gli accorgimenti necessari, sia per evitare responsabilità penali che civili, ad esempio per danni causati a terzi, ai sensi dell’articolo 2048 del Codice Civile.
Ma quali cautele adottare, prima di lasciare un adolescente da solo a casa? In linea generale, è utile:
- valutare la maturità reale del minore, come la capacità di seguire istruzioni, riconoscere pericoli, cercare aiuto o gestire situazioni d’emergenza;
- limitare la durata dell’assenza, iniziando con periodi brevi per poi aumentare gradualmente, affinché il minore possa adattarsi;
- rendere sicura la casa, rimuovendo oggetti pericolosi, spegnendo fornelli o altre fonti di pericolo e lasciando contatti e numeri di emergenza ben visibili;
- garantire reperibilità, affinché il genitore possa essere allertato in caso di necessità;
- impartire regole chiare e comprensibili, con divieti per evitare comportamenti rischiosi;
- avvalersi di strumenti tecnologici, se necessario, come smartphone o videocamere interne.
A 16 anni si può stare a casa da soli?
Lo spartiacque dei 14 anni stabilito per legge, tuttavia, non deve essere interpretato in senso assoluto. Ad esempio, a 16 anni si può stare a casa da soli?
Sebbene i 16 anni rappresentino un’età decisamente superiore rispetto ai limiti di legge, il genitore deve essere sempre consapevole di aver a che fare con un minore. Di conseguenza, valgono le medesime cautele previste dalla normativa:
- è indispensabile valutare la maturità raggiunta dal giovane;
- è necessario considerare anche il contesto in cui il sedicenne verrà lasciato solo e, fatto non meno importante, le circostanze ambientali.
Bisogna inoltre ricordare che la responsabilità civile dei genitori, per eventuali danni causati dal figlio a terzi, persiste fino ai 18 anni, ai sensi dell’articolo 2048 del Codice Civile. In caso di incidenti, il giudice valuterà se gli stessi genitori abbiano adottato tutte le ragionevoli cautele per ridurre la probabilità di esiti non voluti.
Quando vale il controllo da parte di soggetti esterni
Infine, è utile affrontare un dubbio comune da parte dei genitori, ovvero se il controllo sporadico dei figli - ad esempio, di un vicino che di tanto in tanto passa a casa per accertarsi che il minore stia bene - possa ridurre i rischi penali.
Anche in questo caso, bisogna considerare a che età si possono lasciare i figli in casa da soli, in base alla legge. L’articolo 591 del Codice Penale non permette una delega a terzi in modo occasionale: la sorveglianza fino a 14 anni deve essere continua, anche da parte di vicini o parenti a cui viene conferito l’affidamento. In particolare, è utile sapere che:
- il vicino che passa ogni tanto non assume la posizione di garanzia giuridica necessaria, anche perché non è tenuto a intervenire costantemente, né può sostituirsi al genitore;
- se il minore ha meno di 14 anni anni, non può essere lasciato in balia di sé stesso nemmeno per pochi minuti. Di conseguenza, un controllo intermittente non rimuove lo stato di pericolo potenziale.
L’eventuale coinvolgimento di vicini e parenti, con verifiche sporadiche, può però essere valutato per gli over 14, i quali possono appunto rimanere da soli se sufficientemente maturi. In questo caso, la visita di terze persone rappresenta di certo una cautela aggiuntiva.
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