L’alta pressione non riesce ad imporsi una volta per tutte nel Mediterraneo e a pagarne le conseguenze è proprio l’avvio di primavera, letteralmente mascherata d’inverno. Una piccola pausa dal maltempo e dal freddo è in atto in queste ore, ma la situazione è destinata a peggiorare su tante regioni. Sarà una settimana Santa col maltempo per mezza Italia.
Ennesimo ciclone, settimana Santa col maltempo
Gli ultimissimi aggiornamenti del centro meteo europeo ECMWF parlano chiaro: dopo la pausa della Domenica delle Palme, un'altra ondata di freddo fuori stagione proveniente dall'artico approccerà il mar Mediterraneo, dove innescherà lo sviluppo di una depressione ostica e stazionaria, foriera di piogge, venti forti, mareggiate e nubifragi.
La massa d'aria più fredda attraverserà a grandi falcate tutto il mar Tirreno per poi fiondarsi tra Tunisia e Canale di Sicilia, dove approfondirà un vortice di bassa pressione molto insidioso che si evolverà molto rapidamente fino a divenire un autentico ciclone mediterraneo.
La localizzazione esatta di questo vortice di bassa pressione non è ancora del tutto chiara, però diventa sempre più probabile un suo stazionamento all'interno del mar Ionio, dove rischia di raggiungere una pressione al suolo di 975 hPa. Si tratterebbe di una depressione molto profonda e anche ben organizzata che inevitabilmente porterebbe una severa ondata di maltempo su gran parte del sud e del medio-basso Adriatico nel corso della settimana Santa. Le possibili caratteristiche del ciclone sono:
- pressione molto bassa fino a circa 975 hPa;
- sistema persistente nel mar Ionio con piogge intense e vento forte.
Cicloni del mar Ionio da non sottovalutare
I cicloni del mar Ionio sono tra i sistemi più insidiosi del Mediterraneo centrale, proprio perché tendono a rimanere “intrappolati” tra masse d’aria di natura molto diversa. Da un lato c'è spesso aria fredda in arrivo dai Balcani o dall’Europa orientale, dall’altro aria più mite e molto umida richiamata dal nord Africa e dal Canale di Sicilia.
Quando la pressione scende sotto i 980 hPa si entra già in una fascia di cicloni particolarmente organizzati, capaci di generare venti intensi, mareggiate e precipitazioni abbondanti e continue.
Non è raro che questi minimi depressionari assumano caratteristiche simil-tropicali, con una struttura compatta e un cuore caldo nei bassi strati, soprattutto quando insistono su acque relativamente miti come quelle ioniche. Episodi del passato hanno mostrato come questi cicloni possano scaricare quantitativi di pioggia eccezionali sulle regioni ioniche, proprio a causa della loro lentezza e della continua alimentazione di aria umida.
Apice del maltempo previsto tra 2 e 3 aprile
Il peggioramento entrerà in azione esattamente all'esordio di aprile, ovvero nella giornata di mercoledì. Le nubi aumenteranno gradualmente su tutto il centro e il sud, mentre arriveranno piogge e acquazzoni tra Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Lentamente le nubi e le piogge risaliranno anche su Molise e Abruzzo, specie in serata. Le aree più colpite:
- Sicilia orientale, Calabria ionica, Basilicata e Puglia
- Molise e Abruzzo con piogge diffuse e persistenti
L'apice del maltempo potrebbe colpire tutto il sud e il medio-basso Adriatico tra giovedì 2 e venerdì 3 aprile, nel cuore della settimana Santa. Le piogge più forti sono attese tra Sicilia orientale, Calabria ionica, Basilicata, Puglia, Molise e Abruzzo: su questi settori, in particolar modo a ridosso delle montagne esposte alle correnti di scirocco, diventano sempre più probabili piogge a carattere di nubifragio con accumuli pluviometrici molto importanti anche oltre i 200 mm.
Al di sopra dei 1000-1200 m tutta questa pioggia si tramuterà in neve, ragion per cui le alte quote potranno ricevere un grosso carico nevoso, anche di oltre 150-200 cm.
Effetto stau sui versanti ionici
L’effetto stau giocherà un ruolo importante nell'arrivo di precipitazioni molto forti. Quando le correnti umide di scirocco impattano contro la dorsale appenninica, l’aria è costretta a sollevarsi rapidamente lungo i versanti esposti. Durante la salita si raffredda, condensa e dà vita a precipitazioni persistenti e spesso molto abbondanti. Questo meccanismo è particolarmente efficiente lungo l’Appennino meridionale e sul versante adriatico, dove i rilievi si ergono quasi perpendicolarmente rispetto ai flussi umidi provenienti dal mare.
Più il vento è intenso e carico di umidità, più lo stau diventa efficace, fino a trasformare piogge diffuse in veri e propri nubifragi concentrati nelle aree pedemontane e montuose.
Andrà meglio al nord, specie sul nord-ovest e l'alto Tirreno, troppo lontani dalla perturbazione. Anche dal punto di vista termico le regioni settentrionali potrebbero godere di una settimana Santa un po’ più gradevole, di stampo leggermente più primaverile, con picchi fino a 17-18°C in pieno giorno.
Il meteo per Pasqua e Pasquetta
Il ciclone sulle regioni del sud potrebbe insistere fino alle prime ore di sabato 4 aprile, dopodiché potrebbe arrivare una piccolissima pausa in attesa di un'altra presunta perturbazione, al momento inquadrata dal centro meteo europeo ECMWF, tra Pasqua e Pasquetta.
In questo caso il maltempo potrebbe accanirsi di nuovo sulle regioni del centro e del sud, lasciando ai margini il settentrione. Questa previsione tuttavia è ancora suscettibile di forti variazioni.








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