È certamente un periodo difficile per la primavera, pesantemente condizionata da innumerevoli perturbazioni che con troppa facilità si gettano nel Mediterraneo e addirittura sul nord Africa, dove si evolvono in cicloni insidiosi e persistenti.
L'ennesimo ciclone di sabbia a breve si fionderà su diverse regioni, soprattutto al sud, contribuendo allo sviluppo di tanti altri temporali e piogge sporche.
Ciclone di sabbia, il secondo è in dirittura d'arrivo
Il precedente ciclone, arrivato dall'Algeria, non è passato inosservato. Tra domenica sera e lunedì si sono abbattute impetuose raffiche di scirocco, superiori ai 90 km/h, che hanno causato la caduta di alberi, rami e suppellettili. Una situazione pesante per la Puglia, dove sono state accertate due vittime legate al forte vento e alla caduta di alberi. Gli effetti principali del primo ciclone:
- raffiche di scirocco oltre 90 km/h;
- danni diffusi e criticità soprattutto al sud.
Quel ciclone si sta velocemente attenuando, dopo aver portato numerosi temporali al nord Italia. Ora gli occhi sono puntati sul prossimo vortice, sempre di provenienza nord-africana: sarà un vortice proveniente dalla Tunisia, che si getterà nel canale di Sicilia e causerà un sensibile guasto su tante regioni del centro-sud.
Temporali e maltempo, ora tocca al sud
Fortunatamente sarà un'ondata di maltempo veloce, che non durerà più di 36 ore, ma non andrà sottovalutata. Considerando che la primavera è ormai avanzata e l'energia del sole aumenta sempre più col passare dei giorni, l'intensità dei fenomeni aumenta inevitabilmente. I temporali diventano più forti e i fenomeni diventano più estremi.
Fenomeni più intensi in primavera, ecco perché
Questo accade perché con l’avanzare della primavera aumenta sensibilmente il riscaldamento del suolo durante le ore diurne. I raggi solari diventano più diretti e meno inclinati, riuscendo a trasferire molta più energia nei bassi strati dell’atmosfera. Questa energia si traduce in aria più calda e umida nei pressi del suolo, che tende a salire rapidamente verso l’alto quando incontra aria più fresca in quota.
È proprio questo contrasto termico a rappresentare il carburante principale dei temporali primaverili. Più il contrasto è marcato, più le correnti ascensionali diventano violente, favorendo lo sviluppo di nubi temporalesche imponenti, spesso accompagnate da fenomeni intensi come grandine, raffiche di vento e rovesci molto concentrati. Non è un caso che tra aprile e maggio si registri una delle fasi più attive dell’anno dal punto di vista temporalesco, con episodi anche estremi capaci di scaricare in poche ore quantità di pioggia paragonabili a quelle di intere settimane.
Figurarsi come possa influire l'energia del sole in un ambiente già molto instabile di base, dovuto alla presenza di un ciclone nel cuore del Mediterraneo. Il minimo di bassa pressione si piazzerà nei pressi della Sicilia fino alle prime ore di giovedì, ragion per cui ci saranno parecchie ore di instabilità su gran parte del sud e in parte anche sulle regioni centrali. Le regioni coinvolte tra mercoledì e giovedì:
- Sicilia, Sardegna, Calabria, Basilicata e Campania;
- Molise, Abruzzo, Lazio e zone interne della Puglia.
Previsioni per mercoledì 15 aprile
Nel corso di questo mercoledì 15 aprile il maltempo sarà molto presente sulle regioni del sud. Nubi diffuse e minacciose, temperature più basse e anche cieli ricoperti da una coltre di polvere sahariana, la stessa che agisce ormai dallo scorso weekend.
Acquazzoni e temporali molto probabili su Sicilia, Sardegna, Calabria, Basilicata, Campania, Molise, Abruzzo, Lazio e zone interne della Puglia. Lentamente migliorerà al nord, al netto degli ultimi piovaschi sparsi sul nord-est.
Previsioni per giovedì 16 aprile
Giovedì 16 aprile migliorerà su gran parte del centro Italia, mentre splenderà il sole su quasi tutto il nord. Al sud, invece, ci sarà parecchia instabilità soprattutto nel pomeriggio.
Tanti temporali imperverseranno nei territori interni dalla Puglia alla Sicilia, passando per Calabria, Basilicata e Campania. Anche in questa circostanza ci sarà il rischio di fenomeni intensi come grandine, acquazzoni, forti colpi di vento legati ai temporali.
Sabbia tra i responsabili dei forti acquazzoni
Da non dimenticare la sabbia: sarà proprio questa la responsabile dello sviluppo di acquazzoni più forti del solito. Le particelle di polvere sahariana presenti in atmosfera svolgono un ruolo chiave nei processi che portano alla formazione delle precipitazioni. Ogni granello di sabbia agisce come un nucleo di condensazione o di congelamento, attorno al quale si aggregano le molecole d’acqua.
Questo porta alla formazione di un numero maggiore di gocce all’interno delle nubi e accelera i processi di crescita delle stesse. Nei temporali più intensi, le forti correnti ascensionali riescono a far salire e scendere ripetutamente queste gocce e i cristalli di ghiaccio, favorendo la formazione di chicchi di grandine anche di dimensioni rilevanti.
Pioggia sporca, non è ancora finita
Inoltre tutta la polvere sahariana presente in quota non resterà là. Già tanta è precipitata al suolo, soprattutto al nord e al centro dove ci sono state le piogge più sostanziose.
Ora questo secondo ciclone tunisino porterà piogge anche al sud, pertanto la polvere desertica sporcherà qualsiasi superficie anche sulle città meridionali, da Palermo a Bari. Auto, finestre e terrazze imbrattate dalla polvere almeno fino a giovedì, poi i cieli cominceranno pian piano a ripulirsi.








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