La primavera, quest’anno, prevede prima tanta pioggia e situazioni di forte criticità, poi il sole ed il tepore, ed ora altre perturbazioni condite dalla sabbia del Sahara. Una primavera indubbiamente dinamica che, nel suo mese di aprile, potrebbe riservare ancora parecchie sorprese. Tra le tante ipotesi spunta anche quella del caldo precoce, proprio a ridosso della Festa della Liberazione.
Festa della Liberazione al caldo? Si può fare
Non si tratta nemmeno di ipotesi così lontane ed improbabili. Negli ultimi anni, in virtù dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale, il clima mondiale sta osservando ormai con sempre più frequenza ondate di caldo precoci che già ad aprile riescono a mostrare connotati da piena estate.
Nonostante quest'anno la primavera faccia molta fatica a regalare giornate tiepide e soleggiate, grazie ad un cambio di circolazione arrivato lo scorso autunno e che ha permesso quantomeno di alleviare la siccità che avvolgeva l'Italia, le ondate di caldo precoci possono manifestarsi da un momento all'altro anche solo per pochi giorni.
L'alta pressione sub tropicale scalpita soprattutto sul nord Africa, dove già è presente un immenso serbatoio di aria calda al di sopra del deserto del Sahara. Affinché l'aria calda situata sull'Africa settentrionale arrivi nel Mediterraneo occorrerebbe una spinta proveniente dalle perturbazioni atlantiche che, nella fattispecie, andrebbero a colpire la penisola iberica e il Marocco. Questa spinta potrebbe arrivare nella terza decade di aprile, secondo quanto riferito dal centro meteo americano GFS.
Fino al 16 aprile l'Italia meridionale dovrà fare i conti con un altro vortice di bassa pressione di stampo nordafricano colmo di rovesci, temporali e anche tanta polvere desertica. A seguire ci sarà un sostanziale miglioramento con il ritorno dell'alta pressione, ma il tempo sarà prettamente primaverile con temperature alte ma senza eccessi. Cosa potrebbe succedere in breve:
- fino al 16 aprile ancora maltempo al sud con rovesci, temporali e sabbia sahariana;
- successivo miglioramento con clima primaverile e temperature miti;
- presunta ondata di caldo in terza decade.
25 aprile: possibile anticipo d’estate
Dopo il 20 aprile la situazione potrebbe cambiare bruscamente e a rimescolare le carte ci penserebbe l'alta pressione subtropicale continentale, ovvero quella proveniente dall'Africa settentrionale. Il famigerato anticiclone africano potrebbe espandersi verso l'Italia per diversi giorni consecutivi, soprattutto nel periodo compreso tra il 23 e il 26 aprile, passando proprio per il 25 aprile, ovvero il giorno della Festa della Liberazione.
Con l'arrivo dell'alta pressione nordafricana il sole diventerebbe protagonista indiscusso su gran parte d'Italia, eccezion fatta per le solite nubi basse o la maccaja sulle coste tirreniche, in particolar modo in Liguria. Ma laddove splenderà il sole la colonnina di mercurio rischia di salire vertiginosamente verso l'alto, spingendosi localmente oltre i 30°C. Le regioni più calde:
- Sardegna, Sicilia e Calabria con picchi fino a 30-31°C
- Basilicata, Campania e Puglia con valori tra 25 e 30°C
Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania e Puglia potrebbero essere le regioni più calde nel giorno della Festa della Liberazione, palesando temperature proibitive per il periodo. Con valori massimi tra i 25 e i 30°C sarebbe senz'altro un 25 aprile di stampo più estivo che primaverile.
Temperature da spiaggia
Sarebbero anche le temperature ideali per concedersi una giornata in riva al mare, pur tenendo conto che la temperatura superficiale del Mediterraneo non è ancora particolarmente alta in questo periodo.
Mare ancora freddo, come mai?
Questo accade perché l’acqua del mare possiede una capacità termica molto più elevata rispetto all’aria. In altre parole, il mare impiega molto più tempo per riscaldarsi, ma anche per raffreddarsi.
Durante l’inverno le acque superficiali accumulano freddo e, con l’arrivo della primavera, non riescono a scaldarsi rapidamente nonostante l’aumento delle ore di sole e dell’energia solare disponibile.
Inoltre, il continuo rimescolamento delle acque, dovuto al vento e alle correnti marine, porta in superficie acqua più fredda proveniente dagli strati inferiori, rallentando ulteriormente il riscaldamento. È proprio per questo motivo che, anche quando in pianura si registrano temperature da piena estate, il mare resta ancora freddo e poco invitante, soprattutto tra aprile e inizio maggio.
ll caldo rappresenta una tendenza da confermare
Si tratta pur sempre di tendenze meteo a lunga scadenza, suscettibili di forti variazioni nei prossimi giorni. L’ipotesi del caldo precoce durante la Festa della Liberazione al momento possiede indicativamente una probabilità del 10-20% di successo, poiché rimarcata solo da un singolo centro meteo, seppur prestigioso.
È altresì vero che ormai, nel finale di aprile, le alte pressioni cominciano ad avere la meglio sulle perturbazioni grazie alla fisiologica avanzata stagionale. I dettagli andranno valutati con più attenzione la prossima settimana, per capire se sarà davvero fattibile un’ondata di caldo precoce il 25 aprile.








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