Maggio è ormai alle porte, le giornate si allungano sempre più e si cominciano a percepire le tipiche vibrazioni tipicamente estive. Tutto questo nonostante l'anticiclone non sia stato particolarmente presente nel Mediterraneo, soprattutto tra marzo e l'inizio di aprile. Ora le belle giornate certamente non mancano, ma all'orizzonte sembra spuntare il primo vero caldo in Italia.
Primavera a stenti, caldo in Italia che ritarda
Ci vorrà un bel po' per vedere le prime giornate estive, in anticipo sulla tabella di marcia, intendendo le tipiche medie climatiche del Mediterraneo. Negli ultimi decenni sicuramente le ondate di caldo hanno anticipato i tempi e non di poco, mostrandosi clamorosamente anche tra marzo e aprile: il responsabile è chiaramente il cambiamento climatico, che con la sua influenza è riuscito a manipolare - e rimodellare - gradualmente la disposizione delle principali figure bariche sull'intero pianeta. Ad aumentare di frequenza e di intensità sono state indubbiamente le ondate di caldo su tutto il globo.
Questo 2026 si sta rivelando un po' diverso dal solito, discostandosi nettamente dalla tendenza dell'ultimo decennio: sicuramente una buona notizia che lascia supporre un ritorno alla normalità, ma nella realtà dei fatti si tratta, presumibilmente, di una oscillazione momentanea. Perché il caldo tarda ad arrivare:
- persistenza delle correnti atlantiche e perturbate;
- eredità delle dinamiche invernali ancora presenti.
Questa volta la primavera sta pesantemente risentendo delle dinamiche dell'inverno, quelle che hanno portato innumerevoli perturbazioni nel Mediterraneo e in Italia. Poco freddo sicuramente, concentrato solo in alcune brevi ondate, mentre per il resto hanno prevalso le correnti atlantiche e i cicloni insidiosi ricchi di piogge torrenziali.
Il Sahara si scalda già da un mese
Gli effetti residui di questa circolazione saranno ancora presenti nelle prossime settimane, ma lentamente sembra proprio che l'anticiclone africano comincerà a farsi valere. Il nord Africa, in verità, già da un mese sta cominciando a scaldarsi con veemenza, come del resto è normale in questo periodo dell'anno.
Questo rapido riscaldamento del Sahara è legato principalmente all’aumento dell’insolazione primaverile: i raggi del sole diventano sempre più diretti e insistenti e colpiscono una superficie, quella desertica, capace di assorbire calore in maniera estremamente efficiente. L’assenza di vegetazione e l’aridità del suolo favoriscono un accumulo veloce di energia termica nei bassi strati dell’atmosfera, che si traduce in temperature molto elevate già tra aprile e maggio.
Inoltre, la scarsa presenza di umidità limita la dispersione del calore, permettendo all’aria di riscaldarsi ancora più rapidamente. In poche settimane si crea così una vasta “bolla” di aria calda continentale, il cuore pulsante dell’anticiclone subtropicale africano, pronta a espandersi verso il Mediterraneo non appena le correnti lo consentono.
In ogni caso il caldo faticherà a proporsi in Italia in questo finale di aprile. Sicuramente non mancheranno le belle giornate di sole, ma le temperature faticheranno a superare i 25-26°C. Insomma saranno temperature tardo primaverili, certamente le benvenute in questo periodo dell'anno.
Dopo la festa dei lavoratori cambia tutto
Ma la svolta arriverebbe nella prima decade di maggio, con l'anticiclone africano ormai ad un passo dall'Italia. L'espansione dell'alta pressione verso il Mediterraneo inevitabilmente sarà responsabile di un ulteriore aumento termico, una chiara spallata alla colonnina di mercurio che traghetterà il Paese in un contesto simil-estivo, soprattutto al sud Italia e sulle isole maggiori.
L'inizio di maggio, inclusa anche la festa dei lavoratori, potrebbe ancora essere segnato da infiltrazioni fresche dai Balcani che impediranno particolari aumenti di temperatura.
Prime ipotesi sul caldo in Italia
Ma gli occhi sono puntati sul periodo tra 5 e 10 maggio, quando le fresche correnti nord-orientali potrebbero totalmente interrompersi, lasciando campo aperto alle calde correnti africane. La famigerata isoterma “+20” a 1500 metri, segno distintivo delle ondate di caldo africane, lambirà Sardegna, Sicilia e Calabria, ragion per cui è lecito immaginarsi una prima decade di maggio di stampo simil-estivo.
Le temperature massime andranno oltre i 25°C, riuscendo così a sfondare quel “tetto” tipico della primavera. Presumibilmente le massime potrebbero raggiungere i 28-30°C, i primi chiaramente estivi della stagione.
Mare ancora freddo nonostante il caldo
Saranno temperature ideali per trascorrere mattinate in riva al mare, ma è anche importante tener conto che l'acqua non è ancora particolarmente calda. Il mare, infatti, impiega molto più tempo a riscaldarsi rispetto all’aria a causa della sua elevata capacità termica: per aumentare la temperatura dell’acqua serve una quantità di energia nettamente superiore rispetto a quella necessaria per riscaldare il suolo o l’aria.
Dopo l’inverno il Mediterraneo conserva ancora una grande quantità di freddo accumulato nei mesi precedenti, e anche con giornate molto miti o addirittura calde, l’acqua resta relativamente fredda. A questo si aggiunge il continuo rimescolamento delle masse d’acqua dovuto a correnti e venti, che distribuisce il calore su uno spessore più ampio, rallentando ulteriormente il riscaldamento superficiale. Per questo motivo, nonostante temperature dell’aria già estive, il mare risulterà ancora poco invitante almeno fino alla fine della primavera.
Certamente l'estate incombe e l'anticiclone africano guadagna chilometri verso nord, giorno dopo giorno. Le correnti fredde, residue, invernali diverranno sempre più blande e lontane, ma è chiaro che il maltempo, di stampo atlantico, potrà comunque riproporsi nelle prossime settimane, seppur con più difficoltà.








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