I primi fenomeni estremi della primavera non hanno tardato e si sono presentati poche ore fa su diversi territori del nord Italia, soprattutto tra Lombardia e Veneto. A colpire duramente le province di Como, Milano, Monza e Verona sono state le famigerate supercelle perché oltre a forti piogge e intense raffiche di vento hanno scatenato grandinate con chicchi di medie dimensioni e capaci di causare danni e molti disagi.
Supercelle isolate ma potenti
In verità non sono stati temporali particolarmente estesi, bensì piccoli nuclei temporaleschi che hanno approfittato di enormi quantità di energia presenti in Val Padana per organizzarsi ed evolversi in autentiche supercelle, ovvero i temporali più potenti esistenti sulla Terra.
Questo significa che una supercella non deve essere necessariamente un temporale di grosse dimensioni e lungo centinaia di chilometri, ma semplicemente può trattarsi anche di una piccola cella temporalesca dal diametro di pochi chilometri ma dalla potenza devastante, capace di scatenare grandine, intense raffiche di vento o addirittura tornado.
Cosa sono le supercelle
Una supercella è un temporale estremamente organizzato e potente, caratterizzato dalla presenza di una corrente ascensionale rotante chiamata mesociclone. A differenza dei normali temporali, che spesso nascono e muoiono nel giro di poco tempo, le supercelle riescono a mantenersi attive anche per diverse ore grazie alla continua alimentazione di aria calda e umida nei bassi strati e aria più fredda in quota.
Questa struttura rotante rende il temporale molto più stabile e aggressivo, capace di produrre fenomeni estremi come grandine gigante, nubifragi, downburst e perfino tornado.
Perché la Val Padana è così a rischio
Le supercelle in Val Padana risultano particolarmente pericolose perché qui trovano un ambiente ideale per svilupparsi. La pianura padana agisce come un enorme serbatoio di aria calda e umida, spesso alimentato dai venti di scirocco provenienti dal mare Adriatico e dal Mediterraneo.
Contemporaneamente dalle Alpi possono affluire correnti più fredde e secche in quota. Lo scontro tra queste masse d’aria completamente diverse genera contrasti termici violentissimi che favoriscono la nascita dei temporali più intensi. Inoltre la conformazione geografica della pianura, chiusa tra Alpi e Appennini, tende a canalizzare le correnti e a rendere ancora più turbolenta l’atmosfera.
I temporali più forti tra Lombardia e Veneto
Nel corso degli ultimi giorni le supercelle che hanno colpito duramente la Lombardia centro-settentrionale hanno tratto energia dai venti di scirocco impregnati di aria tiepida e umidità, i quali assumono il ruolo di carburante per questi temporali oltre a quella già presente sulla pianura padana per effetto dell'insolazione mattutina.
A quanto pare il rischio di violenti temporali sarà presente anche nei prossimi giorni, soprattutto nel weekend, poiché le correnti fresche in quota provenienti dall'atlantico saranno ancora molto pressanti e riusciranno a raggiungere con fin troppa facilità il nord Italia.
Sulle regioni del sud e le isole maggiori si affaccerà il promontorio nordafricano colmo di aria calda e di temperature praticamente estive. Al nord Italia invece a fare la voce grossa saranno i temporali strettamente legati ai flussi atlantici freschi in quota che entreranno in contrasto con l'aria calda proveniente dal nord Africa. Il risultato sarà la formazione di molti altri temporali con acquazzoni e grandinate soprattutto tra Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Friuli.
Domenica 10 maggio la giornata più pericolosa
Solitamente in questi casi è proprio la Val Padana centro-orientale a fare i conti con i fenomeni più estremi e anche con potenziali supercelle capaci di scatenare chicchi di grandine di medie o grosse dimensioni (anche oltre 7-8 cm di diametro), forti raffiche di vento e tornado. I fenomeni attesi nel weekend sono quindi:
- grandinate intense e downburst
- rischio di tornado e nubifragi localizzati
- Val Padana centro-orientale nel mirino
La giornata di domenica 10 maggio sarà probabilmente quella maggiormente a rischio per questi fenomeni intensi su gran parte del nord Italia. Rischio temporali molto forti anche nelle zone interne della Toscana, nelle Marche e in Umbria, mentre più a sud le condizioni meteo tenderanno gradualmente a migliorare grazie alla presenza del promontorio subtropicale.








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