Quanti elementi dei termosifoni per m2 servono per scaldare bene casa

Ecco come calcolare il numero di elementi necessari per scaldare un ambiente in modo adeguato, in base alle sue caratteristiche.
Un termosifone bianco in una stanza
Unsplash
Gabriella Dabbene (Collaboratore di idealista news)

Riscaldare casa nel modo giusto richiede scelte precise, che partono da un'analisi attenta degli ambienti da servire: non basta infatti installare qualche radiatore e sperare che basti, ma è necessario capire quanti elementi dei termosifoni per m2 siano davvero necessari, evitando sia il rischio di restare al freddo sia quello di consumare energia inutilmente. Il calcolo dipende da variabili come la zona climatica, il livello di coibentazione, le dimensioni delle stanze e il tipo di termosifone scelto; nessun parametro va trascurato, perché ciascuno incide in modo significativo sul risultato finale.

Quanto scalda un elemento di un termosifone?

Ogni radiatore è composto da più sezioni, dette elementi, e ciascuna ha una propria resa termica espressa in Watt. Questo valore non è uniforme, ma dipende dal materiale del termosifone e alle sue dimensioni fisiche:

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  • i modelli in ghisa si collocano in una fascia compresa tra 60 e 120 W per elemento;
  • quelli in alluminio vanno dagli 80 ai 160 W;
  • i radiatori in acciaio partono da valori contenuti e nelle versioni più grandi superano i 200 W per elemento.

Il dato esatto è sempre riportato nella scheda tecnica del prodotto, ed è il numero da cui partire per qualsiasi stima realistica.

Un termosifone di ghisa
Pixabay

Calcolare il fabbisogno termico e altri elementi da considerare

Il fabbisogno termico misura l'energia che un impianto deve produrre per portare un ambiente alla temperatura desiderata: non è un valore fisso, ma cambia in base a come è costruito e dove è collocato l'edificio. Prima di avviare qualsiasi calcolo, è utile considerare le variabili che influenzano il fabbisogno termico:

  • la fascia climatica in cui ricade il comune, secondo la classificazione nazionale che distingue sei zone geografiche;
  • l'esposizione dell'edificio rispetto alla luce solare e ai venti prevalenti;
  • la qualità della coibentazione, ovvero l'efficienza di pareti, infissi e coperture nel trattenere il calore;
  • la conformazione interna dell'abitazione, con particolare attenzione alle stanze più grandi o più esposte.

Un fattore ulteriore, spesso trascurato, riguarda il tipo di impianto idraulico: il sistema bitubo permette di gestire ogni radiatore in modo autonomo e garantisce una distribuzione più uniforme del calore, mentre quello monotubo perde progressivamente efficacia lungo il circuito.

Come si calcola il numero di elementi dei termosifoni per m2

Il metodo di calcolo più accessibile per il numero di termosifoni necessari per m2 è quello empirico, che si articola in tre passaggi:

  • il primo consiste nel ricavare il volume dell'ambiente, moltiplicando le tre dimensioni: lunghezza, larghezza e altezza del locale;
  • il secondo richiede di stimare il fabbisogno termico moltiplicando il volume per un coefficiente che varia in funzione dell'isolamento termico: si parte da 20-25 W/m3 per gli edifici in classe energetica A, si sale a 30-35 W/m3 per quelli con isolamento medio, fino a 40-50 W/m3 per le strutture scarsamente coibentate;
  • il terzo passaggio è il più diretto: dividere il fabbisogno termico per la potenza del singolo elemento radiante, ottenendo il numero di elementi necessari.

Volendo fare un esempio pratico, una stanza di 5×5 metri con altezza 3,70 metri in un edificio classe A ha un volume di 92,5 m3. Con un coefficiente di 25 W/m3, il fabbisogno è di circa 2.312 W; se ogni elemento eroga 231 W, servirebbero circa 10 elementi.

Uomo con la schiena appoggiata a un radiatore
Magnific

Quanti elementi di termosifoni ci vogliono per m2

Per capire quanti elementi termosifone servono per scaldare una stanza non basta guardare i metri quadri: conta soprattutto il volume dell'ambiente. I termosifoni per 20 m2 in una camera con soffitti alti, ad esempio, possono richiedere più elementi di quanti siano necessari nei termosifoni per 30 m2 in camere con altezze standard e un buon isolamento.

Due stanze della stessa superficie, ma con altezze diverse, hanno fabbisogni di calore molto diversi, ed è proprio per questo che basarsi solo sulla metratura porta spesso a stime imprecise.

Si consiglia dunque di affidarsi a dei professionisti del settore: un tecnico abilitato sarà in grado di calcolare il fabbisogno termico della casa (e di conseguenza il numero di elementi di termosifone di cui necessita) in modo ancora più preciso, basandosi su ulteriori criteri come il numero di occupanti, le dimensioni di porte e finestre e altri elementi che possono influenzare la dispersione di calore.

Donna con i piedi su un termosifone
Magnific

Quali termosifoni scegliere e perché

La scelta del tipo di termosifone non è solo una questione estetica: incide direttamente sull'efficienza, sulla velocità di riscaldamento e sui costi di gestione nel tempo. Le tre tipologie di termosifoni principali si distinguono per delle caratteristiche ben precise:

  • in ghisa: eroga calore in modo progressivo ma continua a farlo anche dopo lo spegnimento dell'impianto. È la soluzione più massiccia e richiede una manutenzione più impegnativa;
  • in alluminio: si scalda in tempi brevi ed è disponibile anche in versione termoarredo (utile per bagni e spazi ridotti), ma perde calore rapidamente allo spegnimento. Presenta un certo rischio di corrosione, gestibile con un addolcitore d'acqua;
  • in acciaio: rappresenta una via di mezzo equilibrata per la sua buona inerzia termica, l'ampia scelta di formati e design e l'adattabilità a qualsiasi contesto.

In ogni caso, un dimensionamento equilibrato dell'impianto è molto vantaggioso: un impianto insufficiente porta invece a un consumo dei termosifoni più elevato nel tempo, mentre uno eccessivamente potente genera sprechi e rende instabile la regolazione della temperatura. La posizione ideale di ogni termosifone è sotto le finestre o lungo le pareti più fredde, per contrastare le dispersioni termiche in modo efficace.

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