Alcune piante come il tagete non sono delle ornamentali qualunque: sono vere alleate dell’orto. I suoi fiori vivaci, che vanno dal giallo al rosso intenso passando per l’arancione, rendono vivaci aiuole, bordure e vasi, mentre le radici proteggono le altre colture da vari parassiti del terreno. Il tagete appartiene alla grande famiglia delle Asteraceae, la stessa delle margherite, ma si distingue, quindi, per la fioritura abbondante e prolungata, per la straordinaria facilità di coltivazione e per il suo ruolo nell’orto.
Perché mettere il tagete nell'orto?
Inserire il tagete nell’orto significa aggiungere una “pianta di servizio”. Oltre a essere decorativo, migliora l’equilibrio dell’ecosistema. Non occupa molto spazio, cresce velocemente e si adatta bene ai bordi delle aiuole o tra una fila e l’altra di ortaggi. Inoltre:
- Le radici del tagete producono sostanze che risultano sgradite a vari parassiti del terreno, soprattutto ai nematodi. Questi minuscoli vermi, invisibili a occhio nudo, attaccano l’apparato radicale di molte piante da orto (pomodori, melanzane, carote, lattughe), indebolendole e riducendo notevolmente la produzione.
- Un altro motivo per cui conviene mettere il tagete nell’orto è la sua capacità di attirare insetti utili. I suoi fiori ricchi di nettare sono molto apprezzati da api, sirfidi, coccinelle e altri predatori naturali di afidi e parassiti.
- Non va sottovalutato l’effetto estetico e pratico: con i tagete si possono creare bordure colorate che delimitano le aiuole, rendono l’orto più ordinato e facilitano anche il passaggio tra le file.
Il tagete allontana le zanzare?
Il profumo intenso di questa pianta, speziato e a tratti pungente è poco gradito ad alcuni insetti, e in certi casi può contribuire a ridurre la presenza di zanzarein aree piccole, come un vaso in interni o il bordo di un piccolo balcone. Tuttavia, sono diverse le piante che sono tradizionalmente indicate come antizanzare, fra queste ci sono la lavanda, la citronella e la lantana.
Quando seminare la pianta
Il momento giusto per seminare e coltivare il tagete dipende in gran parte dal clima, ma in generale si potrebbe dire che è una pianta amante del caldo, e che – di conseguenza - non sopporta le gelate. Per questo, la semina diretta in piena terra si effettua solo quando il rischio di freddo intenso è passato e il terreno ha raggiunto temperature primaverili stabili.
In molte regioni italiane si può iniziare a seminare il tagete in semenzaio riscaldato o protetto già tra fine febbraio e marzo. In questo modo, a fine aprile o maggio, si avranno piantine già robuste e pronte a fiorire presto. I semi di tagete sono piccoli ma facili da gestire, germinano in circa 5–10 giorni se tenuti al caldo e con il terriccio leggermente umido.
Coltivare il tagete in vaso: periodi e accorgimenti
Il tagete si coltiva in vaso solo se si ha solo un balcone o un piccolo terrazzo, perché non è una pianta indicata per interni. Anche in vaso, il momento migliore per la semina resta la primavera, quando le temperature iniziano a stabilizzarsi sopra i 15 °C, soprattutto di notte.
Molto apprezzata l’esposizione soleggiata, che favorisce una fioritura ricchissima. Se il balcone è particolarmente caldo in estate, soprattutto esposto a sud, si possono spostare i vasi in una posizione dove ricevano sole diretto al mattino e una leggera ombra nelle ore più torridi.
Quanto ci mette il tagete a crescere
Poche sono le colture così gratificanti: il tagete passa dal seme al fiore in sole 6–8 settimane, a seconda della varietà e del periodo dell’anno. Dopo la germinazione, che avviene di solito entro 10 giorni, le piantine entrano in una fase di crescita vegetativa rapida.
Nel giro di 3–4 settimane formano un piccolo cespuglio compatto, con molte foglioline frastagliate e il caratteristico odore intenso. Poco dopo iniziano a comparire i primi boccioli, che si aprono a scalare per tutta la bella stagione.
Da ricordare che la crescita è più rapida se il tagete riceve almeno 5–6 ore di sole diretto al giorno, viene irrigato con regolarità (ma senza ristagni) e ha a disposizione un substrato fertile ma ben drenato.
Pianta perenne o annuale?
Per chi coltiva in Italia, il tagete viene considerato e coltivato come una pianta annuale: si semina in primavera, cresce, fiorisce per tutta l’estate e l’autunno, poi con i primi freddi intensi muore. Tuttavia, alcune specie di tagete potrebbero comportarsi come perenni in climi tropicali o privi di gelate, dove le temperature non scendono mai troppo.
Il tagete è velenoso?
In generale, il tagete non è considerato una specie altamente tossica come alcune ornamentali (per esempio oleandro o digitale), e il semplice contatto con la pianta non rappresenta un pericolo per la maggior parte delle persone e degli animali.
Naturalmente, alcune parti della pianta (come le foglie e i fiori) contengono sostanze aromatiche e resine che, se ingerite in grande quantità, possono causare lievi disturbi gastro-intestinali in soggetti sensibili, soprattutto animali di piccola taglia.








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