Il prezzo più basso non è più la calamita numero uno per cambiare fornitore di luce e gas. Secondo una nuova indagine dell'Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano, realizzata per Fabrick su un campione rappresentativo di 518 consumatori italiani, il 64% non passerebbe automaticamente a un operatore più economico se l'attuale offrisse servizi digitali e finanziari di valore. Nel dettaglio, il 29% resterebbe con il proprio operatore se gli venissero messi a disposizione tool utili per monitorare e controllare le uscite, mentre un ulteriore 35% valuterebbe il cambio solo in presenza di un'offerta equivalente anche sul fronte dei servizi.
- Prezzo o servizi? Perché l'ago della bilancia si sposta
- Pagare le bollette: il bollettino resiste, ma crescono opzioni "invisibili"
- AI in bolletta: dalle allerte ai consigli per tagliare i consumi
- Finanza integrata: rate, cashback e piani "senza pensieri"
- Dati e privacy: interesse alto, fiducia da rafforzare
- Una sola app per energia, pagamenti e denaro?
Prezzo o servizi? Perché l'ago della bilancia si sposta
Il mercato dell'energia sta vivendo una fase in cui la competizione sulle tariffe è intensa, ma la fidelizzazione non si costruisce solo a colpi di sconti. La ricerca indica che il valore percepito cresce quando l'offerta affianca funzioni capaci di prevenire sorprese, rendere trasparente la spesa e agevolare i pagamenti. Non si tratta di promesse generiche: l'interesse è misurabile e diffuso nel campione analizzato, segno che la centralità dell'esperienza digitale è ormai evidente anche in un settore tradizionalmente poco "tech" come le utilities.
Questo cambio di passo ha una conseguenza pratica per l'utente finale: nella comparazione tra fornitori, si dovrebbe affiancare alla tariffa una checklist di servizi che migliorano davvero la gestione della bolletta. A parità di prezzo, sono queste funzionalità a pesare sulla scelta. E, in alcuni casi, a giustificare la permanenza presso l'attuale operatore.
Pagare le bollette: il bollettino resiste, ma crescono opzioni "invisibili"
Nonostante la spinta alla digitalizzazione, il bollettino resta il canale più usato per saldare le utenze (36%), seguito da domiciliazione bancaria (34%) e pagamento con carta via sito o app (15%). Tuttavia, lo sguardo va oltre l'uso attuale e si concentra su ciò che potrebbe cambiare le abitudini a breve. Il Pay by Bank, cioè il pagamento online diretto dal conto corrente, è conosciuto solo dal 43% del campione, ma raccoglie l'interesse dell'80% degli intervistati.
In parallelo, emerge disponibilità a condividere in modo controllato i dati bancari se in cambio si ottengono benefici tangibili. Il 73% lo farebbe per ricevere previsioni più accurate delle bollette e segnalazioni su spese anomale, il 64% per piani di pagamento personalizzati in momenti di difficoltà, il 63% per condizioni migliori legate all'affidabilità finanziaria e il 51% per ottenere un finanziamento pre-valutato destinato all'efficientamento energetico.
AI in bolletta: dalle allerte ai consigli per tagliare i consumi
L'intelligenza artificiale entra in gioco con applicazioni molto concrete. Il 77% degli intervistati considera utili le notifiche automatiche in caso di consumi anomali, con suggerimenti pratici per ridurre la spesa. Il 70% vorrebbe conoscere una stima dell'importo prima dell'emissione della fattura: un'informazione semplice, ma decisiva per pianificare il budget del mese e intervenire in tempo se qualcosa non torna.
Questo spostamento dal "post-fattura" al "pre-fattura" è forse l'elemento più dirompente per la customer experience. Sapere prima quanto si spenderà e perché apre la strada a decisioni consapevoli: si può correggere un'abitudine energivora, spostare consumi in fasce orarie diverse, o attivare subito un piano di rateizzazione.
Finanza integrata: rate, cashback e piani "senza pensieri"
Se l'AI aiuta a prevenire, la finanza integrata aiuta a gestire. L'interesse è larghissimo: l'89% guarda con favore alla rateizzazione automatica delle bollette più alte; l'88% apprezza cashback e premi accessibili dall'app; l'86% indica come utile il pagamento in tre o quattro rate senza interessi e, nella stessa misura, la rata fissa mensile con conguaglio periodico.
L'82% vede positivamente i finanziamenti per interventi di efficientamento energetico, rimborsati direttamente in bolletta.
Dati e privacy: interesse alto, fiducia da rafforzare
Il quadro non è però privo di ombre. La condivisione dei dati finanziari apre opportunità, ma richiede fiducia piena nelle misure di protezione. Solo il 40% degli intervistati si dichiara sicuro nel collegare il conto a servizi digitali, mentre il 43% indica la privacy come la principale preoccupazione.
Dal mondo accademico arriva una linea guida: secondo l'Osservatorio del Politecnico, l'innovazione funziona solo se costruita attorno a bisogni reali e fondata su una relazione di fiducia.
Una sola app per energia, pagamenti e denaro?
L'idea di riunire tutto in un'unica piattaforma raccoglie consensi ampi. L'87% dei consumatori ritiene utile avere in un solo luogo la gestione dell'energia, i pagamenti e gli strumenti finanziari essenziali. Tra i modelli considerati più credibili spicca la partnership tra banca e fornitore energetico (32%), una soluzione che unisce fiducia, infrastruttura dei pagamenti e conoscenza dei consumi.
Il messaggio al mercato è esplicito: la filiera energetica non è più separata da quella finanziaria. E la convergenza, se ben progettata, può tradursi in risparmio, controllo e servizi più pertinenti per l'utente finale.
Articolo visto su (milanofinanza.it) Bollette, AI e servizi digitali contano quanto il prezzo per scegliere il fornitore luce & gas








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