Un bicchiere d'acqua capovolto sullo scarico del lavello, il giorno prima di chiudere casa, può risparmiare la sgradevole puzza di fogna al ritorno. È un test che impiega cinque minuti, non richiede particolari attrezzi, e dice in anticipo se lo scarico della cucina sprigionerà cattivi odori al ritorno. Ecco allora perché e come usare il trucco del bicchiere d’acqua nel lavandino prima di partire.
Perché al rientro dalle vacanze la cucina puzza di fogna
Nella maggior parte dei casi il responsabile dei cattivi odori al ritorno dalle vacanze è lo scarico del lavello di cucina. Sotto ogni lavello c'è il sifone, un tubo a forma di U che trattiene sempre un piccolo tappo d'acqua. Quel velo liquido non serve a far defluire l’acqua: fa da barriera tra la cucina e i gas maleodoranti che circolano nelle condutture fognarie.
Finché si usa il rubinetto ogni giorno, l'acqua nel sifone si rinnova e la barriera funziona. Ma quando la casa resta chiusa per giorni, quell'acqua non viene più rimpiazzata. Lentamente evapora, il tappo si assottiglia e, prima o poi, i gas trovano la strada libera per risalire.
Le due cause: sifone svuotato e scarico ostruito
L'odore di fogna al rientro non ha sempre la stessa origine. Le situazioni che lo provocano sono essenzialmente due:
- Quando il sifone si svuota per evaporazione: la casa chiusa, le temperature alte e l'assenza di ricambio d'acqua fanno evaporare il tappo liquido del sifone. Senza quella barriera, i gas delle condutture salgono indisturbati. In tal caso basta far scorrere un po’ d’acqua.
- Quando lo scarico è parzialmente ostruito: grassi, residui di cibo e fondi di caffè si depositano nel tempo e restringono il passaggio dell'acqua. Il deflusso rallenta, l'acqua ristagna nella curva del sifone e lì, ferma per settimane, comincia a fermentare. In questi casi, serve una pulizia vera e talvolta l'intervento di un tecnico.
Ed è proprio per distinguere un semplice sifone svuotato da un principio di ostruzione che si fa il test del bicchiere.
Il test del bicchiere e della carta: come si fa
Il test è pensato per essere eseguito il giorno prima della partenza. La procedura completa, che porta via pochi minuti è la seguente:
- Si pulisce lo scarico la sera prima. Il procedimento prevede di versare nel tubo due o tre litri di aceto bianco riscaldato e lasciarlo agire tutta la notte.
- Risciacquo al mattino. Si fa scorrere acqua molto calda per un paio di minuti per portare via l'aceto e i residui staccati.
- Rinfrescare la superficie. Basta passare mezzo limone sul lavello e intorno al foro di scarico.
- Posizionamento la carta. Si appoggia un foglio di carta assorbente asciutta direttamente sopra il foro dello scarico.
- Posizionamento del bicchiere. La carta va coperta con un bicchiere d'acqua capovolto, che la tiene ferma e sigilla l'apertura.
L'idea di base è semplicissima: la carta funziona da rivelatrice. Se qualcosa risale dallo scarico, si noterà immediatamente e si potrà rimediare in tempo utile.
Cosa fare se lo scarico è ostruito (e cosa evitare)
Se il test ha dato esito positivo per l'ostruzione, meglio agire prima di partire. Si può iniziare dalla soluzione più delicata per finire a un’eventuale chiamata all’idraulico.
- Acqua bollente in quantità. Si fa scorrere acqua molto bollente per alcuni minuti e il deflusso potrebbe tornare normale già in poco tempo.
- Bicarbonato e aceto. Se l'acqua ancora fatica, si versa bicarbonato seguito da aceto, lasciando agire una ventina di minuti e risciacquando con acqua calda.
- Smontaggio del sifone. Quando l'acqua continua a ristagnare o gorgoglia, il tappo di grasso e residui è più consistente. Un metodo efficace è quello di svitare il sifone (mettendo un secchio sotto), svuotarlo e pulirlo a fondo.
- Chiamata all'idraulico. Se l'ostruzione resiste, bisogna contattare un professionista prima di partire.








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