Perché e come usare bene il cloro per pulire la piscina di casa

Come e quando usare il cloro in piscina per pulirla: dosaggi corretti, alternative e consigli per un'acqua sempre igienizzata.
mano di una persona in piscina
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Godersi appieno una piscina in giardino significa prima di tutto occuparsene con costanza: l'igienizzazione profonda, in particolare, richiede impegno e attenzione regolari, perché senza cure specifiche la vasca perde rapidamente la sua funzionalità. Tra le pratiche da non trascurare mai spicca proprio l'uso del cloro per pulire la piscina, elemento chiave per garantire nel tempo sia la sicurezza dell'acqua sia il corretto funzionamento dell'impianto.

Perché si usa il cloro per la pulizia della piscina: a cosa serve

Chi possiede una piscina può mantenere l'acqua limpida e priva di rischi per la salute grazie all'azione disinfettante del cloro, capace di eliminare batteri, alghe e microrganismi che altrimenti prolifererebbero nella vasca: il suo compito principale, infatti, è neutralizzare le sostanze organiche che si accumulano nell'acqua, dai residui di pelle al sudore, fino alle creme solari, impedendo che ne alterino l'equilibrio chimico. 

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Questo risultato, tuttavia, si raggiunge solo rispettando dosaggi precisi e sottoponendo la vasca a controlli costanti; in caso contrario, l'efficacia del trattamento diminuisce e la qualità dell'acqua ne risente.

piscina circondata da piante
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Come si usa il cloro per pulire la piscina di casa

Pastiglie a lenta cessione, granulato solubile in tempi brevi e soluzione liquida: sono queste le tre forme in cui il cloro viene commercializzato, tutte pienamente affidabili dal punto di vista della sicurezza. Tra queste, il cloro granulare si scioglie a contatto con l'acqua, offrendo un'azione immediata; questo però non esime dal rispettare le dosi indicate e dal monitorare con costanza la sua concentrazione nella vasca.

Espresso in ppm (parti per milione), il valore ideale di cloro libero deve oscillare tra 0,7 e 1,5: scendere sotto questa soglia compromette l'efficacia disinfettante, aprendo la strada alla formazione di alghe e alla proliferazione batterica, mentre superarla può causare irritazioni a chi fa il bagno.

Proprio per questo motivo, in commercio si trovano appositi kit che consentono di verificare rapidamente se i valori rientrano nei parametri corretti o se, ad esempio, c'è troppo cloro in piscina.

C'è poi un secondo fattore da tenere sotto controllo, altrettanto determinante: il pH dell'acqua, che deve restare compreso tra 7,2 e 7,4 affinché il cloro possa agire in modo efficace; senza questo equilibrio, infatti, la sua azione disinfettante risulterebbe compromessa.

piscina all'aperto
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Ogni quanto usare il cloro nella piscina: quante volte a settimana

La cadenza con cui somministrare il cloro in piscina non è fissa, ma varia in base alle condizioni climatiche del momento e alla frequenza con cui la piscina viene utilizzata.

  • Nei mesi estivi, complice l'aumento delle temperature che accelera l'evaporazione dell'acqua e favorisce la proliferazione batterica, è consigliabile intervenire con maggiore regolarità, idealmente ogni giorno o al massimo ogni 2-3 giorni
  • Nei periodi di uso più moderato, invece, una frequenza settimanale è generalmente sufficiente per mantenere l'acqua in equilibrio.

Alternative al cloro per pulire e igienizzare l'acqua della piscina

Chi ha la pelle delicata o soffre di allergie può trovare nel cloro, pur efficace, un prodotto poco indicato per il proprio benessere; fortunatamente esistono metodi alternativi altrettanto validi per mantenere l'acqua pulita e sicura. Tra le principali alternative al cloro in piscina troviamo:

  • ozonizzatore per piscine: sfrutta l'ozono, gas prodotto da un apposito generatore e immesso nell'acqua, mentre un filtro trattiene le impurità residue. Si tratta di un sistema che azzera l'impiego di sostanze chimiche, a fronte però di una spesa piuttosto elevata;
  • ossigeno attivo: disponibile in pastiglie, granuli o forma liquida, garantisce una disinfezione efficace fino a circa 30 °C, sebbene oltre i 25 °C richieda dosaggi più frequenti. Non riesce comunque a contrastare la comparsa di alghe;
  • elettrolisi del sale: prevede l'aggiunta di sale nella vasca, in dosi comprese tra 3 e 4 kg per metro cubo d'acqua, che la cella elettrolitica dell'impianto di filtrazione scompone liberando cloro attivo in modo naturale; per quanto si tratti di un sistema efficace, i pro e i contro di una piscina a sale vanno valutati attentamente.
donna con gambe ammollo in piscina
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Cloro e bromo per pulire l'acqua della piscina di casa

Chi cerca un'igienizzazione più delicata può orientarsi verso il bromo, elemento chimicamente affine al cloro ma privo del suo potere irritante; a fronte di questo vantaggio, però, la sua azione disinfettante risulta meno incisiva, motivo per cui viene spesso combinato proprio con il cloro, così da potenziarne l'efficacia complessiva.

Il trattamento dell'acqua della piscina con PHMB

Una valida sostanza disinfettante alternativa per trattare l'acqua della piscina, meno aggressiva del cloro e più tollerabile per la pelle, è rappresentata dal PHMB (poliesametilene biguanide), reperibile in commercio sotto forma di granulato o pastiglie.

Il suo limite principale, tuttavia, sta nell'assenza di potere ossidante: questo significa che non riesce a scomporre i residui organici presenti in acqua, né tantomeno a prevenire la comparsa di alghe. Va inoltre ricordato che, per la sua natura chimica, non può essere abbinato a cloro, ossigeno attivo o bromo, con cui risulta incompatibile.

scaletta piscina
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Come prendersi cura dell'acqua della piscina

Mantenere la vasca in condizioni ottimali richiede attenzione continua, perché numerosi elementi possono comprometterne la salubrità: le variazioni climatiche e l'uso intenso della piscina da parte di più persone sono solo alcuni dei fattori da tenere sotto controllo.

Per questo motivo, oltre alla manutenzione periodica con la rimozione di detriti e corpi estranei, è indispensabile procedere con una costante disinfezione dell'acqua della piscina.

ragazza con piedi ammollo in piscina
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Come scegliere la piscina perfetta per il giardino di casa

La scelta di realizzare una piscina nel giardino della propria abitazione dipende innanzitutto dallo spazio a disposizione, che rappresenta probabilmente il criterio più determinante insieme al budget stanziato e alla verifica di eventuali vincoli paesaggistici o normativi che potrebbero limitare la libertà di progettazione; è infatti fondamentale accertarsi, prima di procedere, che l'area prescelta consenta l'installazione senza restrizioni particolari.

Definiti questi aspetti preliminari, si può passare a ragionare con maggiore consapevolezza su forma e profondità della piscina: per una vasca privata pensata per un uso familiare, l'altezza dell'acqua dovrebbe generalmente oscillare tra 1,20 e 1,5 metri, un intervallo che permette di conciliare le esigenze di sicurezza dei più piccoli con il comfort di nuoto degli adulti.

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