La protezione degli spazi di vita assume oggi un’importanza sempre maggiore e, così, sempre più proprietari di immobili si domandano come evitare accessi indebiti alle loro abitazioni. A questo scopo, un muro di cinta in cemento armato rappresenta una soluzione diffusa per rendere più sicuri cortili e giardini. Si tratta di un’opera stabile e duratura, perfetta per delimitare i confini di una proprietà e, ancora, come supporto per inferriate, cancelli o altri strumenti di protezione. Inoltre, presenta costi non eccessivi e una ridotta manutenzione, dato il ricorso a materiali in grado di resistere pienamente agli agenti atmosferici.
- Cosa si intende per muro di cinta
- Quali sono le differenze tra muro di cinta e muro di confine
- È possibile costruire un muro di cinta senza permesso?
- Quali distanze vanno mantenute per un muro di cinta
- Come si fa un muro di cinta
- Qual è lo spessore minimo di un muro in cemento armato
- Quanto costa un muro di cinta in cemento armato
- Qual è il muretto di contenimento più economico
Cosa si intende per muro di cinta
In linea generale, un muro di cinta è un manufatto isolato che sorge direttamente sul suolo, la cui funzione primaria è quella di proteggere un’area privata. In ambito giuridico ed edilizio, non si tratta di una parete generica, bensì di una costruzione dai requisiti ben definiti. Infatti, il muro di cinta deve solitamente presentare:
- una destinazione d’uso specifica, volta a recintare, delimitare o proteggere una proprietà residenziale, agricola o industriale;
- delle facce isolate ed emerse, cioè pareti distaccate da altri fabbricati ed esposte da entrambi i lati per l’intera estensione.
Oltre alle classiche pareti in cemento - o anche cemento armato - oggi queste recinzioni possono essere realizzate con diversi materiali. Basti pensare a un muro di cinta prefabbricato, ideale per velocizzare i tempi di posa, così come al tradizionale muro di cinta in pietra, per coloro che desiderano una soluzione esteticamente più ricercata e solida.
In ogni caso, il principale riferimento normativo è all’articolo 878 del Codice Civile, che definisce le altezze massime - non superiori a tre metri - affinché il muro di cinta rientri nelle soglie agevolate sulle distanze.
Quali sono le differenze tra muro di cinta e muro di confine
È però bene sapere che questa tipologia di muro si differenzia da altri manufatti simili, sebbene nel linguaggio comune vengano spesso identificati come identici. Ad esempio, qual è la differenza tra muro di cinta e muro di confine?
Molto dipende dalle caratteristiche costruttive e dalla relativa posizione del manufatto sul terreno. Di norma, il muro di cinta:
- indica la funzione dell’opera - ovvero recintare e proteggere - mentre il termine muro di confine ne indica la posizione, cioè il fatto di sorgere sulla linea di demarcazione fra due proprietà;
- può sorgere interamente sul terreno di un solo proprietario - essendo, in tal caso, di sua proprietà esclusiva - oppure a cavallo della linea di demarcazione. In quest’ultimo caso, il muro di cinta diventa a tutti gli effetti di confine e, ai sensi dell’articolo 880 del Codice Civile, si presume comune.
È possibile costruire un muro di cinta senza permesso?
Comprese le caratteristiche di questa parete di protezione, è più che naturale domandarsi se siano necessarie specifiche autorizzazioni per la sua realizzazione. In altre parole, è possibile costruire un muro di cinta senza permesso?
La risposta a questa domanda dipende essenzialmente dall’impatto urbanistico dell’opera, dalle dimensioni della struttura e dall’eventuale presenza di vincoli paesaggistici o idrogeologici, in virtù di quanto stabilito dal D.P.R. 380/2001 - il Testo Unico dell’Edilizia - e dei regolamenti locali.
Generalmente, e sempre in relazione ai vincoli locali, si potrà procedere:
- in edilizia libera o con la presentazione di CILA o SCIA, per recinzioni di modesta entità, dall’altezza ridotta, facilmente rimovibili e prive di fissaggio perenne al terreno. Ad esempio, è il caso di steccati o palizzate in legno, che non alterano in modo permanente lo stato dei luoghi;
- con il permesso di costruire, quando l’opera comporta una trasformazione urbanistica evidente, raggiunge altezze rilevanti, presenta fondamenta profonde ed è pensata per rimanere stabile nel tempo.
In presenza di vincoli di tutela paesaggistica, servirà ottenere anche le dovute autorizzazioni della Soprintendenza, indipendentemente dalla natura o dall’altezza della parete.
Quali distanze vanno mantenute per un muro di cinta
Un tema da non sottovalutare per la costruzione di un muro di cinta è quello delle distanze da altre proprietà. Innanzitutto, l’articolo 878 del Codice Civile garantisce un’importante tutela a chi decide di recintare il proprio fondo: i muri di cinta isolati che non superano i tre metri d’altezza non vengono infatti considerati al fine del calcolo delle distanze legali tra fabbricati.
Tuttavia, se la struttura supera tale altezza, l’opera diventa automaticamente soggetta ai comuni vincoli di legge:
- la distanza minima di tre metri - o superiore, in base ai regolamenti locali - ai sensi dell’articolo 873 del Codice Civile;
- il limite inderogabile di 10 metri da pareti finestrate, come definito dal D.M. 1444/1968, per la porzione di muro posta di fronte alle finestre dei vicini.
- le fasce di rispetto stradale, in base al D.Lgs 285/1992 - ovvero, il Codice della Strada - se il manufatto sorge lungo una via pubblica.
Come si fa un muro di cinta
Ma dal punto di vista pratico, come si crea una recinzione in muratura a protezione del proprio terreno? La realizzazione richiede una pianificazione rigorosa, a partire dalla prima fase di analisi e valutazione dell’area a propria disposizione.
Ad esempio, per il progetto di un muro di recinzione in cemento armato, si renderà necessario:
- uno studio geotecnico e la successiva fase progettuale, per identificare eventuali rischi, verificare la portanza del suolo e definire il corretto dimensionamento delle armature metalliche;
- lo scavo e la gettata di fondazione, per creare una base continua in calcestruzzo, posizionata sotto il livello di gelo del terreno per evitare cedimenti;
- il montaggio delle casserature e la posa dei ferri, con l’installazione di gabbie in acciaio e delle altre strutture necessarie a contenere il getto in cemento;
- il getto finale e la vibratura del calcestruzzo, per eliminare le bolle d’aria e garantire, così, una massa omogenea.
In alternativa, si può considerare anche un muro di cinta in blocchi di cemento, realizzando sempre una base in calcestruzzo armato, procedendo poi all’applicazione di un intonaco.
Qual è lo spessore minimo di un muro in cemento armato
Fondamentale è anche la dimensione della parete in cemento armato, che non è arbitraria ma definita dalle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC), affinché il manufatto sia resistente, stabile e durevole.
Di norma, si applicano diverse dimensioni a seconda delle caratteristiche del muro:
- 15 centimetri di spessore minimo strutturale, per muretti o pareti verticali di delimitazione gettati in opera;
- 20-25 centimetri se la recinzione funge anche da muro di contenimento per fondi a dislivello. In questo caso, l’opera è una costruzione a tutti gli effetti e non gode delle agevolazioni sulle distanze previste per i muri di cinta;
- 3-4 centimetri per il copriferro, al fine di proteggere le barre interne in metallo dall’ossidazione e dalla corrosione dovuta agli agenti atmosferici.
Quanto costa un muro di cinta in cemento armato
È anche utile soffermarsi sulla spesa per una parete di protezione del giardino, che può variare a seconda delle dimensioni e delle condizioni del terreno, dell’altezza della struttura, dell’accessibilità al cantiere e dei prezzi medi della zona geografica di propria residenza.
Indicativamente, per il costo di un muro di cinta in cemento bisogna considerare:
- gli scavi e la preparazione del suolo, di solito tra i 20 e i 40 euro a metro cubo;
- la realizzazione di fondazione ed elevazione, con circa 180-350 euro al metro quadrato, inclusa carpenteria e acciaio;
- le finiture e le copertine, come gli intonaci protettivi, dai 30 ai 70 euro per metro lineare.
Qual è il muretto di contenimento più economico
Infine, proprio perché i costi di un muro in cemento armato possono essere anche particolarmente rilevanti, è utile anche vagliare delle alternative più economiche.
Fra le tante vi sono i blocchi in calcestruzzo interbloccanti a secco, facili da posare anche in fai-da-te su una basetta di ghiaia, con un risparmio anche del 40%. Ancora, si possono scegliere i gabbioni metallici riempiti di pietrame, molto drenanti ed ecologici, adatti soprattutto a contesti rurali o agricoli. In alternativa, vi sono anche le terre armate o rinforzate, che garantiscono la massima integrazione con il paesaggio naturale già esistente.








per commentare devi effettuare il login con il tuo account