Tarlo asiatico, il parassita degli alberi che va immediatamente segnalato

Com'è fatto e quali piante attacca il tarlo asiatico, una specie innocua per l'uomo ma letale per gli alberi.
tarlo asiatico
Iwatebud, CC BY-SA 3.0 Wikimedia commons

Il tarlo asiatico è il nome comune di due coleotteri originari dell'Asia orientale, per l’esattezza Anoplophora chinensis e Anoplophora glabripennis, capaci di uccidere alberi vivi e perfettamente sani. Non è un tarlo dei mobili: attacca le piante scavando gallerie nel tronco e nelle radici. Chi lo avvista non deve ucciderlo, ma segnalarlo al Servizio Fitosanitario della tua regione competente. In tutta l'Unione Europea entrambe le specie sono classificate come organismi nocivi da quarantena prioritari, e la segnalazione è un obbligo di legge. Ecco come riconoscere il tarlo asiatico, cosa rischiano le piante e come si interviene.

Come riconoscere il tarlo asiatico

Un adulto di tarlo asiatico difficilmente passa inosservato. È un coleottero cerambicide di grandi dimensioni, nero lucido e punteggiato di macchie bianche, con antenne lunghissime. Le principali caratteristiche sono:

Pubblicità
  • Dimensioni: il corpo misura in genere tra 2,5 e 3,5 cm. Le femmine sono più grandi dei maschi.
  • Colore: nero brillante, con una dozzina di macchie bianche irregolari sulle elitre (le ali rigide).
  • Antenne: molto lunghe, da 1,5 a 2,5 volte la lunghezza del corpo, con anelli alternati bianco-azzurri e neri.
  • Zampe: spesso con riflessi bluastri.
  • Periodo di avvistamento: gli adulti escono dalle piante tra la tarda primavera e l'estate, con un picco tra giugno e agosto, e restano attivi fino all'inizio dell'autunno.

Quali alberi o piante attacca il tarlo asiatico

Il tarlo asiatico è un insetto polifago: attacca decine di generi diversi di latifoglie, sia in città sia in campagna. Il suo bersaglio preferito in assoluto è però l'acero, in tutte le sue specie. Le specie più colpite, comuni a entrambi i tarli, sono:

  • Acero (Acer spp.), il più attaccato in assoluto
  • Ippocastano (Aesculus)
  • Betulla (Betula)
  • Pioppo (Populus) e salice (Salix)
  • Olmo (Ulmus)
  • Platano (Platanus)
  • Ontano (Alnus)
  • Carpino (Carpinus) e nocciolo (Corylus)
  • Faggio (Fagus)

Al contrario, le conifere come pini, abeti e cipressi non sono ospiti abituali. Anche querce e castagni risultano poco attaccati. Questo non significa che siano immuni in assoluto: in caso di forte infestazione l'insetto può adattarsi. Un punto importante, essendo tra i principali motivi di confusione: il tarlo asiatico non attacca il legno stagionato. Mobili, travi e parquet di casa non sono a rischio. 

tarlo asiatico
Pixabay

Il tarlo asiatico è pericoloso?

Per le persone e gli animali domestici non è pericoloso. Il tarlo asiatico non punge, non è velenoso e non trasmette malattie. Se lo si maneggia può dare un piccolo morso con le mandibole, fastidioso ma innocuo. Per gli alberi, invece, è estremamente pericoloso. Ed è proprio questo che lo rende uno degli insetti più temuti in Europa.

Il tarlo asiatico no: colonizza piante giovani e in piena salute. Le gallerie larvali interrompono i vasi linfatici e, nel giro di qualche anno, portano l'albero al deperimento e alla morte. Un albero scavato dall'interno perde stabilità. Rami e branche possono spezzarsi all'improvviso, un pericolo serio in viali, parchi, cortili scolastici e parcheggi. 

Proprio per questi motivi la normativa europea classifica entrambe le specie come organismi nocivi prioritari. Gli Stati membri hanno l'obbligo di monitorare il territorio, delimitare i focolai ed eradicarli. 

Come combatterlo

Contro il tarlo asiatico non esiste un prodotto che risolva il problema. La lotta è ufficiale e coordinata dal Servizio Fitosanitario Regionale, e il contributo di chi abita la zona è fondamentale. Naturalmente, prevenire è molto più semplice che eradicare. Alcune abitudini possono fare la differenza:

  • Acquistare piante solo da vivai autorizzati, verificando la presenza del passaporto delle piante.
  • Diffidare di bonsai e piante ornamentali importate da canali non ufficiali, in particolare aceri e agrumi.
  • Controllare i pallet: gli imballaggi in legno regolari sono certificati per il trattamento contro gli insetti.
  • Non portare legna da ardere da una zona infestata a un'altra.

Come si fa a capire se c'è un'infestazione di tarli del legno?

I tarli del legno che danneggiano mobili, travi e infissi sono insetti diversi dal tarlo asiatico. Se si notano fori e polverina su un mobile di casa, si tratta quasi sempre di tarlo comune (Anobium punctatum), capricorno delle case (Hylotrupes bajulus) o Lyctus.

legno
Pexels

Per un piccolo mobile possono bastare i prodotti antitarlo specifici, applicati a pennello e iniettati nei fori. Per pezzi di valore esistono trattamenti professionali in anossia (privazione di ossigeno) o a caldo, che eliminano gli insetti senza sostanze chimiche. 

per commentare devi effettuare il login con il tuo account