Il parquet è una delle opzioni più eleganti e apprezzate per una casa, ma allo stesso tempo soffre l’umidità, i detergenti aggressivi e lo sporco che si deposita al passaggio. Una pulizia sbagliata non si limita a lasciare aloni: può infatti gonfiare le assi, opacizzare la finitura e, nel tempo, costringere a sostituzioni costose. Per capire come pulire il parquet bisogna innanzitutto riconoscere la finitura che lo protegge, perché ognuna ha le sue esigenze di pulizia; da lì in poi, a fare la differenza sono la preparazione, la scelta dei prodotti e qualche accorgimento che si impara una volta sola.
- Cosa fare prima di pulire il parquet: non solo rimuovere la polvere
- Come pulire il parquet in legno senza rovinarlo, in modo naturale
- Come togliere macchie e aloni dal parquet molto sporco
- Appena dopo la posa: come pulire il parquet dopo i lavori
- Come lucidare e oliare il parquet di casa dopo averlo pulito
Cosa fare prima di pulire il parquet: non solo rimuovere la polvere
La fase più sottovalutata è quella che precede il lavaggio del pavimento: spesso, infatti, non è durante la pulizia che il parquet si rovina, ma nella sua preparazione. Ecco come predisporlo al meglio:
- riconoscere la finitura: il parquet verniciato è protetto da una pellicola in superficie, più resistente all'umidità, mentre quello oliato o cerato lascia penetrare il prodotto nel legno, risultando più poroso e sensibile. Per distinguerli basta farvi cadere sopra una goccia d'acqua: sul verniciato resterà in superficie, sull'oliato renderà le fibre più scure;
- aspettare i tempi giusti: un parquet appena posato ha bisogno di 20-30 giorni perché la finitura finisca di indurirsi;
- alzare i mobili invece di trascinarli, verificando anche la presenza di feltrini sotto le gambe;
- eliminare a secco sabbia e polvere, con un aspirapolvere a setole morbide o un panno antistatico;
- tenere d'occhio il clima domestico: il legno reagisce bene a un'umidità tra il 45 e il 65%, e con temperature tra 16 e 22 °C.
Come pulire il parquet in legno senza rovinarlo, in modo naturale
Per un parquet l’acqua è più un nemico che un rimedio contro lo sporco: è fondamentale quindi usare un panno ben strizzato (in microfibra o in cotone) fino a lasciare appena un velo di umidità, senza versare liquidi direttamente sul pavimento; si passa sempre seguendo le venature del legno, non in circolo.
Per chi preferisce dei rimedi domestici per pulire il parquet, ecco le opzioni principali, da usare con parsimonia:
- sapone liquido a base vegetale in acqua tiepida, efficace sullo sporco quotidiano più ostinato;
- sapone di Marsiglia disciolto in acqua, applicato con spugna o microfibra;
- due bustine di tè in infusione in un secchio d’acqua tiepida, per ravvivare la lucentezza naturale del legno;
- succo di limone e olio d’oliva in acqua tiepida, utile per pulire e nutrire insieme.
Va evidenziato che, secondo alcuni produttori, i rimedi casalinghi rischiano di intaccare le finiture: conviene quindi testarli su un angolo nascosto o consultare il posatore prima di usarli su tutta la superficie.
Quanto ai detergenti specifici per parquet, va scelto un prodotto neutro per quello verniciato e un sapone nutriente per l’oliato, entrambi diluiti secondo le indicazioni sull’etichetta.
Come togliere macchie e aloni dal parquet molto sporco
Contro le macchie è fondamentale intervenire subito e senza sfregare le superfici, poiché la frizione allarga il danno invece di ridurlo. Ogni macchia sul parquet ha il suo rimedio: una volta identificata l’origine, si può agire con lo strumento giusto.
- Vino, latte, olio, caffè sul parquet: si assorbono subito picchiettando con carta assorbente, senza strofinare.
- Cera di candela: si fa indurire con del ghiaccio, poi si solleva con una spatola di plastica.
- Strisce nere delle suole: cedono a una gomma morbida passata con delicatezza.
- Macchie penetrate nel legno oliato: si trattano con un olio di manutenzione o un rinnovatore specifico.
Oltre alle macchie sul parquet ci sono gli aloni biancastri, causati spesso da un uso eccessivo di detergente: uno o due passaggi con acqua tiepida pulita possono bastare ad attenuarli.
Eventuali graffi profondi sul parquet, opacità estesa o macchie radicate che non rispondono a nessuno di questi metodi richiedono l’intervento di un parquettista.
Appena dopo la posa: come pulire il parquet dopo i lavori
Un cantiere lascia residui che la pulizia ordinaria non riesce a rimuovere: in particolare, la polvere di gesso o stucco è finissima e abrasiva, e una semplice scopa può solo sollevarla e deporla nuovamente sul pavimento, peggiorando la situazione.
Per eliminarla bisogna partire passando più volte un aspirapolvere con beccuccio a lancia su battiscopa e fessure, poi usare dei panni elettrostatici asciutti per catturare il velo rimasto sulle superfici, e solo alla fine passare 2-3 volte un panno umido con un detergente specifico per eliminare l’alone biancastro sul parquet.
Per residui di malta, silicone e colla di posa si consigliano dei detergenti idonei e certificati raccomandati dal posatore; se i lavori proseguono, il modo più sicuro per proteggere il parquet è coprirlo con un telo traspirante e morbido, mai adesivo.
Come lucidare e oliare il parquet di casa dopo averlo pulito
Nel tempo il legno perde brillantezza, e per ravvivarlo serve il trattamento giusto per ogni finitura:
- sul parquet verniciato o laminato non si usano cere o oli, che lascerebbero una patina scivolosa, ma un ravvivante all’acqua passato con un mop piatto, che ripristina la lucentezza senza alterare la pellicola protettiva;
- sul cerato si applica la cera per parquet in strati leggeri, e si lucida a secco con un panno di lana.
Un discorso a parte merita l'oliatura del parquet: prima si sgrassano le assi con un detergente intensivo e si lascia asciugare completamente; si versa poi uno strato leggero di olio per parquet su un panno (mai direttamente sul legno), da passare sulla superficie seguendo le venature e partendo dall’angolo opposto all’ingresso, per non calpestare l'area trattata.
Quando il legno ha assorbito l’olio, con un panno pulito si rimuove l’eccesso fino a eliminare ogni traccia di unto. L’operazione va ripetuta ogni anno, o ogni due anni negli ambienti meno frequentati.








per commentare devi effettuare il login con il tuo account