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Terremoto: un decreto per sostenere aziende e fasce deboli della popolazione

Autore: Redazione

Arriva in Consiglio dei ministri un decreto che punta a rilanciare le zone colpite dal terremoto e che prevede esenzioni fiscali, sostegno economico ad aziende e fasce deboli. L’articolo 18 del provvedimento spiega che l’obiettivo è contrastare lo spopolamento e favorire la ricostruzione del tessuto economico.

Come sottolineato dalla Repubblica, nei 134 comuni del cratere viene costituita una “zona franca” fiscale che comporterà l’esenzione, nel biennio 2017-2018, da Ires-Irpef (fino a 100mila euro di imponibile), dall’Irap (fino a 300mila euro di imponibile) e da Imu-Tasi.

L’intervento riguarderà le 67mila imprese, iscritte alle rispettive Camere di Commercio, e sarà valido solo per le aziende già residenti. E’ poi previsto lo stanziamento di 80 milioni a fondo perduto per le aziende di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria che hanno subito danni in termini di “riduzione della capacità produttiva”.

Previsto anche un intervento a “sostegno delle fasce deboli della popolazione”. In particolare, l’articolo 14 definisce i termini di una misura di sostegno al reddito per i cittadini residenti nel “cratere” che “versano in condizioni di maggior disagio”. Per questi cittadini, selezionati in base all’Isee, è prevista la distribuzione di una “carta acquisti” il cui valore dovrebbe aggirarsi intorno ai 200 euro.

Ai lavoratori dipendenti, poi, viene garantita la proroga di un sussidio per la mancata attività fino al 31 dicembre di quest’anno. Una norma, inoltre, consente a Regioni, Province e Comuni di assumere nuovo personale e stipulare contratti di collaborazione per il funzionamento degli “Uffici speciali per la ricostruzione”.

Nel decreto ci sono infine norme per la ricostruzione post terremoto. Si prevede l’accelerazione dei procedimenti per la microzonazione sismica, cioè la mappatura che consentirà di scegliere le zone adatte alla ricostruzione; previste semplificazioni per appalti e procedure anche per la ricostruzione delle scuole e la demolizione degli edifici pericolanti, con lo scopo di consentire lo svolgimento della didattica.

Il 2016-2017 viene dichiarato “anno salvo” per gli studenti colpiti dall’evento catastrofico e che naturalmente hanno subito un rallentamento della didattica e hanno cumulato assenze.

Con l’obiettivo di far fronte all’esigenza di sistemazione delle popolazioni sfollate è previsto inoltre il potenziamento, anche mediante nuovi acquisti, del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Le abitazioni saranno assegnate temporaneamente agli sfollati con quella che viene definita “forma di assistenza alternativa”.

Il decreto parla anche della Protezione civile, prevedendo più fondi, potenziamento organizzativo, assunzioni e concorsi per coprire gli organici carenti.