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Manovra correttiva 2017, le misure all’attenzione del governo

Autore: Redazione

Il governo deve approvare il Documento di economia e finanza (Def), il Piano nazionale per le riforme (Pnr) e la manovra correttiva richiesta da Bruxelles per evitare procedure d’infrazione. In particolare, per quest’ultima, si parla di una correzione sui conti da 3,4 miliardi, lo 0,2% del Prodotto interno lordo.

Ma da dove recuperare tali risorse? Soprattutto da interventi legati alla fiscalità, che dovrebbero garantire 2,3 miliardi di euro. Tra le misure, si parla di un nuovo intervento per contrastare l’utilizzo indebito delle compensazioni tra crediti e debiti fiscali. L’idea è quella di alzare da 1.000 a 5.000 euro il limite delle compensazioni ai fini delle imposte dirette, oltre il quale il meccanismo potrà scattare solo con la presentazione della dichiarazione dei redditi.

C’è poi il capitolo “giochi”. In particolare, si parla di aumentare dal 6 all’8% il prelievo sulle vincite al Lotto e dal 6 al 10% le vincite oltre i 500 euro ottenute con Videolottery, Gratta e vinci e Superenalotto. Ma non solo. E’ in discussione l’aumento dello 0,5% del prelievo erariale unico (Preu) sulle Videolottery e l’aumento dell’1% del Preu sulle New Slot.

Sul fronte imprese, si parla di una stretta sull’Ace, il regime di favore per la capitalizzazione delle imprese. Verrà limitata agli ultimi cinque anni e non partirà dal 2010 come accade ora la base di calcolo dell’incremento dei conferimenti di capitale su cui si calcola l’agevolazione. Per quanto riguarda poi la Patent Box, l’Italia si allinea alle richieste Ocse prevedendo l’esclusione dei marchi dall’applicazione del beneficio. In esame anche la correzione che dovrebbe permettere di ottenere il Durc a chi aderisce alla rottamazione delle cartelle senza aspettare la prima rata.

Si parla di rottamare le liti fiscali pendenti, con un meccanismo che dovrebbe cancellare tutte le sanzioni e gli interessi a partire dal momento in cui il contribuente ha avviato il contenzioso. Per chi aderisce all’opzione sarà possibile chiudere i conti versando solo l’imposta accertata dal fisco. In discussione, inoltre, la cancellazione della norma che da luglio permetterebbe ai Comuni di affidare a Equitalia accertamento, liquidazione e riscossione spontanea delle entrate locali.

In esame, poi, l’ipotesi è di triplicare, portandolo dal 25% al 75%, il turn over nei Comuni con più di 10mila abitanti, con un intervento che dovrebbe permettere circa 8mila ingressi in più rispetto a quelli consentiti ora.

Interventi anche per le zone colpite dal terremoto. Tra le misure rivolte proprio ai Comuni ci sono i rimborsi sulle mancate entrate da Tari e tributi locali, la sospensione dei vincoli del pareggio di bilancio per il 2017-18 o la possibilità di escludere dai vincoli di finanza pubblica le spese finanziate con donazioni.