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Salvataggio Monte dei Paschi: è arrivato l’ok, ma in vista ci sono 5.500 esuberi

Autore: Redazione

La Commissione Ue ha dato il via libera agli aiuti di Stato da 5,4 miliardi di euro per la ricapitalizzazione precauzionale di Mps. Adesso, però, il Monte dei Paschi di Siena dovrà avviare un piano di ristrutturazione, che prevede tagli del personale e chiusura di filiali.

Dopo sei mesi di trattative, l’Unione europea ha approvato l’ingresso pubblico nel capitale di Mps, che sarà oggetto di una ricapitalizzazione precauzionale da 8,1 miliardi: 5,4 miliardi arriveranno dal Tesoro, il resto dalla conversione dei bond subordinati nel rispetto del burden sharing.

Come evidenziato dal quotidiano La Repubblica, per gli obbligazionisti subordinati retail coinvolti nella conversione forzosa in azioni è previsto un meccanismo di ristoro che la banca aspetta si collochi a 1,5 miliardi di valore. Ai risparmiatori vittima di “misseling”, ossia vendita di prodotti troppo rischiosi per il loro profilo, verranno offerti titoli senior in cambio della consegna delle azioni frutto della conversione dei loro vecchi titoli. I ristori andranno a coloro che abbiano acquistato i titoli prima del 1° gennaio 2016 attraverso la rete di Mps. Il rimborso non potrà eccedere il valore di carico.

Tornando al piano di ristrutturazione, in particolare, il nuovo piano industriale 2017-2021 di Mps prevede “una revisione del dimensionamento di tutte le strutture organizzative del gruppo” che porterà a una riduzione di circa 5.500 unità entro il 2021 (di cui 4.800 uscite attraverso l’attivazione del Fondo di solidarietà, 450 uscite legate alla cessione/chiusura di attività, 750 uscite derivanti da turnover fisiologico) e la chiusura di 600 filiali. Si passerà dalle 2000 nel 2016 alle 1.400 nel 2021, ciò significa un taglio del 30%.

L'utile netto di Mps al 2021 sarà superiore a 1,2 miliardi di euro, con un Roe pari al 10,7%. L’ad Marco Morelli ha poi spiegato che la banca prevede anche di effettuare 500 assunzioni.

Il piano di ristrutturazione di Mps prevede lo smaltimento di 26,1 miliardi di crediti deteriorati attraverso l’intervento di Atlante. La vendita avverrà a un prezzo del 21% del valore nominale (5,5 miliardi) a fronte di un valore netto contabile al 31 dicembre 2016 di circa 9,4 miliardi di euro.

Secondo quanto previsto dallo schema di cessione, entro dicembre 2017 le sofferenze dovranno essere trasferite a una società veicolo, che emetterà titoli Senior A1 per 3,256 miliardi di euro (12,5% del valore contabile), Senior A2 per 500 milioni di euro (1,9%), Mezzanine per 1,029 miliardi (4,0%) e Junior per 686 milioni (2,6%). Il 95% dei titoli Mezzanine sarà ceduto ad Atlante II.

Entro giugno 2018, con l’ottenimento delle garanzie di Stato (Gacs), verranno collocati sul mercato i titoli Senior e verrà ceduto ad Atlante II il 95% dei titoli Junior. A Quaestio, la società di gestione di Atlante, è stata data un’esclusiva per l’acquisto della piattaforma di servicing del Monte.

Nel corso della presentazione del piano di ristrutturazione agli analisti, Morelli ha detto: “E’ una svolta importante, una pietra miliare che mira a ripristinare un percorso di crescita per Mps”.