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Bitcoin, tra nuovo Eldorado e rischio flop

Autore: Luigi Dell'Olio (collaboratore di idealista news)

“Presto prenderà il posto dell’oro come principale asset rifugio”. “In realtà la bolla è già scoppiata e sul terreno resteranno solo le macerie, cioè investitori danneggiati”. A sentire i commenti degli analisti in merito ai Bitcoin si fatica a trovare una posizione intermedia. Eppure il mercato sembra pensarla diversamente, dato che al rapido decollo dei mesi scorsi ha fatto seguito una brusca correzione, seguita da una nuova fase rialzista senza particolari strappi. È il momento allora di puntare su questo strumento? Proviamo a capirlo mettendo in fila alcuni elementi.

Di cosa si tratta

Semplificando al massimo, i Bitcoin sono una valuta digitale caratterizzata dal fatto che non esiste un organo centralizzato (come la Banca centrale per il denaro) che li emette, bensì un database distribuito tra i nodi della rete che traccia le transazioni (noto come blockchain).

Il valore – come per i beni tradizionali – è dato dall’incrocio tra la domanda e l’offerta. Il tema è divenuto di interesse comune all’inizio di quest’anno, quando la valutazione – dopo essere raddoppiata nel 2016 – ha raggiunto quota 1.000 dollari. In primavera prima e in estate poi vi sono stati nuovi strappi e la quotazione è arrivata a sfiorare i 5mila dollari, prima di crollare a poco più di 3mila a settembre, quando la Banca Popolare della Cina ha dichiarato illegali le transazioni, ordinandone il blocco. Anche altre istituzioni finanziarie hanno predisposto una stretta agli scambi o espresso dubbi sulla validità di questa valuta, ma sta di fatto che il trend rialzista è ripreso, con le quotazioni tornate stabilmente sopra i 4mila dollari.

Per poter fare trading con i Bitcoin, occorre scaricare sul proprio pc o smartphone un portafoglio virtuale, che servirà a custodire il denaro, per poi iniziare ad acquistare i primi lotti (attraverso un’attività detta di mining) dagli altri “minatori” che li mettono in vendita.

Pro e contro

La novità dello strumento e la forte volatilità che lo ha contraddistinto fino a questo momento hanno favorito una polarizzazione delle posizioni, anche tra gli esperti. Chi crede fermamente in un futuro roseo per lo strumento, ne sottolinea l’indipendenza da qualsiasi autorità e la velocità delle transazioni. Inoltre, i pagamenti tramite Bitcoin sono soggetti a rischi minori proprio dall’anonimato che protegge i dati personali dell’acquirente e del venditore, evitando (o quanto meno minimizzando) i rischi di frodi e furti d’identità.

Gli oppositori sottolineano la ristrettezza delle criptovalute in circolazione e l’opacità del mercato proprio per la mancanza di un regolatore e per l’impossibilità (o quasi) di risalire a chi opera su questo mercato, tanto da renderlo terreno fertile per il riciclaggio di denaro o per perpetrare ricatti (ad esempio chi infetta un Pc altrui, spesso usa questa moneta di pagamento per liberare il dispositivo del malcapitato).

Pareri contrastanti

Uno dei più duri verso questo strumento è Jamie Dimon, ceo della potentissima Jp Morgan, secondo cui i Bitcoin sono una frode, per cui non devono in alcun modo essere proposti alla clientela della più importante banca d’affari al mondo. “Se mai vedessi un mio collaboratore fare trading con questi strumenti, lo licenzierei in tronco”, ha detto senza giri di parole.

In direzione opposta si muove la sua principale concorrente, Goldman Sachs, che ha allo studio la creazione di un team specializzato, sulla falsariga di quelli già operativi sulle principali valute, dal dollaro all’euro, dalla sterlina allo yen. E vi sono diversi hedge fund che, consapevoli della difficoltà di generare rendimenti con le soluzioni tradizionali, stante il permanere di tassi bassi, hanno creato prodotti ad hoc sulla criptovaluta più importante al mondo.

Su una posizione intermedia si colloca Christine Lagarde, direttore del Fondo Monetario Internazionale, che ha sottolineato l’elevata volatilità dello strumento, ma ha anche indicato i progressi tecnologici come la strada maestra per ridurre i rischi connessi ai Bitcoin. Addirittura vi sono alcuni Paesi come la Nigeria e lo Zimbawe che hanno iniziato ad accettarli come mezzo di scambio.

Cosa fare?

In conclusione, come approcciare questa nuova frontiera? Investire oggi sulla criptovaluta significa fare una scommessa su un’accettazione dello strumento di scambio da parte di un numero crescente di istituzioni. Il mercato sembra crederci, dato che le quotazioni proseguono nel trend ascendente, anche se la storia finanziaria è piena di bolle che sono scoppiate all’improvviso creando danni enormi. I prossimi mesi saranno decisivi per capire la versa portata dello strumento.