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Studio sulle città del futuro, con la mobilità condivisa si combattono smog e traffico

Autore: Redazione

L’Itf dell’Ocse, forum che l’organizzazione per la Cooperazione e lo sviluppo economico utilizza per esaminare nuovi scenari di mobilità, ha realizzato uno studio sulle città del futuro. Un’indagine dalla quale è emersa la possibilità di avere un numero maggiore di parcheggi, spostamenti rapidissimi, meno inquinamento e traffico quasi azzerato.

Lo studio sulla mobilità condivisa è stato realizzato con sperimentazione a Helsinki e Lisbona. L’area di Helsinki è di 750 chilometri quadrati per 1 milione e centomila residenti e presenta quasi 6mila fermate dei mezzi pubblici (l’area di Roma è di 1.200 chilometri quadrati per 4 milioni di persone e presenta 8mila fermate dei mezzi pubblici). Il traffico a Lisbona è fatto per il 50% da auto e per il 20% da bus, a Helsinki è fatto per il 41% da auto e per il 15% da bus.

Nella simulazione tutti gli spostamenti su strada (taxi, bus e auto private) sono stati sostituiti da taxi e taxi-bus con configurazioni differente, di posti a sedere, da 6 a 20 persone, diretti verso la rete dei collegamenti pubblici di metro e autobus: quindi con taxi “classici” che prelevano gli utenti sotto casa o al lavoro per portarli in un altro punto della città e mini autobus più grandi con servizio “on demand” per i quali è necessaria una prenotazione mezz’ora prima del passaggio e fermate per la salita dei passeggeri fino a 400 metri da casa o dal lavoro. In questo modo l’utilizzo dell’auto privata è stato praticamente azzerato.

Così si scopre che a Helsinki viene abbassato il fabbisogno di auto necessarie per gli spostamenti a un 4% rispetto alle attuali necessità: da 500mila auto private i bisogni di spostamento integrati e condivisi sono possibili con solo 20mila macchine. L’inquinamento viene abbattuto di quasi il 30% (del 62% a Lisbona) e gli imbottigliamenti del 37%.

A Lisbona la simulazione evidenzia un crollo dello smog del 70%, dal momento che il traffico su gomma è molto più alto rispetto a Helsinki. Inoltre il mancato utilizzo (o la scomparsa) del traffico e delle auto private ha liberato chilometri di spazio in città.

Questo cambio di prospettiva determina una netta diminuzione del traffico e di conseguenza dei tempi di percorrenza negli spostamenti. Il risultato ha convinto molti dei cittadini intervistati, soprattutto coloro che si muovono dalla periferia con mezzi propri e in particolar modo gli over 55.

Secondo quanto calcolato dalla ricerca, l’incremento di modalità di trasporto condivise porta a un aumento dell’utilizzo di treni e metropolitane fino al 23%. Lo studio ha poi evidenziato che questa scelta di mobilità porterà anche a un più equo accesso al mondo del lavoro per i cittadini che abitano in zone più lontane dai centri abitati e nelle periferie dove l’offerta di posti è minima.