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Pensioni governo 2018, le misure in programma

Autore: Redazione

Il governo M5S-Lega è realtà. Tra i temi che l’esecutivo intende affrontare c’è il superamento della legge Fornero. Si parla, in particolare, di una riforma graduale delle pensioni con l’introduzione della “quota 41”, della “quota 100” e della proroga dell’opzione donna.

Nel contratto per il governo del cambiamento si legge: “Occorre provvedere all’abolizione degli squilibri del sistema previdenziale introdotti dalla riforma delle pensioni cd. ‘Fornero’ stanziando 5 miliardi per agevolare l’uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse. Daremo fin da subito la possibilità di uscire dal lavoro quando la somma dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100, con l’obiettivo di consentire il raggiungimento dell’età pensionabile con 41 anni di anzianità contributiva, tenuto altresì conto dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti. Inoltre è necessario riordinare il sistema del welfare prevedendo la separazione tra previdenza e assistenza. Prorogheremo la misura sperimentale ‘opzione donna’ che permette alle lavoratrici con 57-58 anni e 35 anni di contributi di andare in quiescenza subito, optando in toto per il regime contributivo. Prorogheremo tale misura sperimentale, utilizzando le risorse disponibili”.

In discussione ci sono le nuove anzianità “quota 41” e “quota 100”. Con la “quota 41” viene consentito a tutti i lavoratori di andare in pensione una volta maturati almeno 41 anni di contributi, a prescindere dall’età. Con la ”quota 100” si può andare in pensione una volta che la somma tra età minima e anzianità contributiva dà come risultato 100.

C’è poi l’intenzione di prorogare l’opzione donna, che permette alle lavoratrici con 57-58 anni e 35 anni di contributi di andare in quiescenza subito, optando in toto per il regime contributivo.

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