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Quanto sono disposti a risparmiare gli italiani per la propria pensione?

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Gtres
Autore: Redazione

E’ un fatto che la previdenza sociale è un pilastro sul quale bisognerà fare sempre meno affidamento nel prossimo futuro. Ma gli italiani sono pronti a risparmiare per la loro pensione? A scapito della fama di grandi risparmiatori che circonda gli abitanti della Penisola, pare di no, almeno stando ai dati dell’ultimo Schroders Global Investor Study, che ha condotto un’indagine su 30 Paesi e 22 mila persone, scoprendo che i nostri connazionali preferiscono godersi la vita che iniziare presto a risparmiare per integrare la propria rendita di anzianità.

Il costo della vita dei pensionati

La rilassatezza con cui gli italiani approcciano la probabilità di accantonare risparmi in vista della pensione è dovuta a molti fattori. Innanzitutto, sono convinti di ricevere, dopo i 65 anni, molto più denaro di quanto in effetti sia. Gli over 55 pensano infatti di aver bisogno dell’80% del proprio attuale reddito, ma di fatto riceveranno solo il 74% della busta paga che percepiscono al momento (ammesso, poi, di percepirne una).

Inoltre, il costo della vita in pensione è ritenuto più basso di quel che effettivamente è. Se infatti i non pensionati credono, ad esempio, che il loro sostentamento assorbirà solo il 37% del reddito annuo, in realtà tale spesa ammonta al 53% del reddito annuo, escluse le spese per viaggi, sanità, acquisti di immobili ed emergenze finanziarie varie.

Risparmiare per la pensione

E’ anche vero che i non pensionati sono perfettamente coscienti di dover risparmiare parecchio per poter vivere serenamente dopo il ritiro dal lavoro. In particolare credono di dover mettere da parte almeno il 13% del proprio reddito. Solo che, di fatto, si fermano a risparmiarne il 10% in media. Divario che, nel particolare, diventa tanto più ampio quanto più si tratta di persone poco esperte nel maneggiare soldi ed investimenti.

C’è da dire che all’estero non va molto meglio: secondo i dati di Schroders, a livello europeo si stima che per stare tranquilli in vecchiaia bisognerebbe accantonare il 12,6% del proprio reddito, ma ci si ferma al 10,5%. Meglio va a livello globale: contro un risparmio adeguato percepito al 14,4% del proprio reddito, quello effettivamente accantonato è il 12,2%. Ma nessuno, sia a livello globale che a livello italiano ed europeo, crede di dover impegnare più del 9% del proprio patrimonio a rimpinguare la propria pensione.

Ottimismo, voglia di godersi la vita o inesperienza finanziaria? Sta di fatto che la legge del momento pare essere: vivere nel presente, poi si vedrà.