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A chi conviene la flat tax, guida alla "nuova" partita Iva

Autore: Redazione

Adesso conviene avere la partita Iva. Con il nuovo regime forfettario al 15% per i fatturati annui fino a 65mila euro, che dovrebbe essere introdotto con la nuova manovra, si allargherà la forbice tra lo stipendio netto di un autonomo e quello di un lavoratore dipendente. Ma ecco qualche esempio pratico per capire chi beneficerà maggiormente della flat tax.

La fascia che guadagnerà di più dall’introduzione del nuovo regime forfettario è quella che si riferisce a remunerazioni annue tra i 35mila e gli 80mila euro lordi. Secondo le proiezioni di Eutekne, chi sceglierà di lavorare con partita Iva, infatti, si troverà in busta paga il 30% in più (una volta scontato Irpef, relative addizionali e contributi previdenziali) rispetto a un lavoratore dipendente.

Fermo restando che la flat tax conviene anche ad altre fasce di reddito, ad esempio quelle comprese tra i 15mila e 35mila e tra 80mila a 100mila lordi, seppur con proporzioni diverse.

Con una retribuzione lorda di 20mila euro all’anno, per esempio, un lavoratore autonomo arriverebbe a percepire il 9,75% in più rispetto a un dipendente. Mentre prendendo in esame un reddito di 30mila, il guadagno con la partita iva passerebbe al 19,35%.

E la forbice si allarga man mano che sale la retribuzione. Con guadagni per 50mila euro lordi annui, infatti, il vantaggio sarebbe del 26,46%. E del per 30,44% con lordo annuo di 60mila euro, fino al 33% in più rispetto a un lavoratore dipendente per un autonomo con una retribuzione lorda annua di 70mila euro.

I vantaggi di avere una partita iva, con l’introduzione della flat tax al 15% per le partite Iva fino a 65mila euro (e, a decorrere dal 2020, di quella al 20% per le partite Iva tra 65 mila e 100 mila euro), sono davvero considerevoli.

Tanto che il governo ha inserito una “clausola di salvaguardia” nella legge di bilancio, proprio per evitare che i lavoratori dipendenti si convertano in autonomi. Tale provvedimento è indirizzato a tutti i contribuenti che nei due anni precedenti alla manovra abbiano percepito redditi come lavoratori dipendenti.