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Dismissioni immobili pubblici, lo Stato fa il censimento di 58 mila edifici

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Autore: Redazione

Al via il censimento sugli immobili pubblici da dismettere per “fare cassa”. Si tratta di oltre 58 mila edifici pubblici.

L’obbiettivo è chiudere il censimento degli immobili pubblici da dismettere entro le prossime due settimane. In tal modo si potrà procedere al piano di alienazione del patrimonio pubblico immobiliare, che dovrebbe fruttare almeno 1,25 milioni di euro, di cui 950 solo nel 2019, per calmare le acque con Bruxelles riguardo al deficit strutturale del nostro Paese. Un obbiettivo difficile da raggiungere se si pensa che negli ultimi tre anni si è riusciti a collocare immobili solo per 266 milioni di euro.

I dati disponibili, secondo Il Sole 24 Ore, parlano di un valore immobiliare dismettibile da 1,98 miliardi di euro, suddivisi tra i 58 mila beni immobiliari. Che sono costituiti, per 43,5 mila unità, da lotti immobiliari e terreni.  33 mila risultano ad uso governativo, 6 mila in gestione per conto dello Stato, 4,3 mila sono immobili per attività produttive. Senza contare gli immobili in capo ad enti che riferiscono all’amministrazione pubblica a vario titolo.

Dopo il censimento, occorrerà procedere alla valorizzazione di tali immobili, per la loro collocazione sul mercato. Non si sa infatti quale sia il loro esatto valore, trattandosi spesso di immobili in pancia allo Stato da molti anni. La soluzione sarà probabilmente quella di costituire fondi immobiliari a cui conferirli.

Alla fine del mese si avrà la lista delle migliaia di immobili appartenenti al Ministero della Difesa, che comprendono non solo caserme non più in uso ma anche ville, musei, castelli ubicati soprattutto a Ro,a Firenze, Torino, Bologna e nel Veneto.

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