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Reddito di cittadinanza, è online il modulo dell'Inps per la domanda

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Autore: Redazione

L'Inps ha pubblicato sul proprio sito il modulo per chiedere il reddito di cittadinanza. Dal 6 marzo, infatti, potranno essere inoltrate le domande per percepire il sussidio.

Il modulo è composto da 4 pagine di spiegazione e 5 di dati da compilare. Nel modulo si ricorda anche che «in caso di esaurimento delle risorse disponibili» l'entità del beneficio sarà «rimodulata». Inoltre, si fa una distinzione tra reddito e pensione di cittadinanza.

Tuttavia, prima del 6 marzo, data indicata e confermata dall’Inps per inviare le domande, il modulo potrebbe subire alcune modifiche. Attualmente, ad esempio, non recepisce l'obbligo per gli extracomunitari di presentare documentazione patrimoniale aggiuntiva recuperata nei paesi di origine. Come pure la norma anti-furbetti del divorzio, per cui il cambio di residenza va certificato con il ricorso alla polizia municipale.

Nel modulo per richiedere il reddito di cittadinanza devono essere inseriti i consueti dati anagrafici, di residenza e cittadinanza oltre ai requisiti familiari ed economici necessari per accedere al sussidio. Vanno poi inserite anche, eventualmente, la rata mensile dell'eventuale mutuo e le rate residue da pagare. Curiosamente sembra mancare il riquadro sull'affitto, necessario però a stabilire l'entità del sussidio (il contributo all'abitazione può al massimo essere di 280 euro al mese).

Nel modulo si legge anche che vi possono essere controlli sui dati dichiarati e che il beneficio tiene conto dei redditi percepiti e quindi può cambiare se il richiedente trova un'occupazione. Inoltre, i soldi erogati tramite card devono essere spesi tutti, pena un taglio del 20% nel mese successivo.

Ma soprattutto si comunica ufficialmente che nel caso in cui i 6 miliardi stanziati per quest'anno non dovessero bastare, il sussidio potrebbe essere ricalibrato e ridotto. Si tratta della clausola di salvaguardia prevista dal decreto (e dalla legge di bilancio). Chi richiede il reddito accetta quindi possibili tagli all'assegno.

Ci sono poi altri due moduli, che vanno compilati solo a integrazione o correzione della domanda principale, nel caso in cui il richiedente abbia iniziato a lavorare in un periodo successivo a quello fotografato dall'Isee (modulo SR182).

Oppure se, una volta incassato il reddito o la pensione di cittadinanza, siano intervenute variazioni non solo lavorative, ma anche relative alla famiglia (modulo SR181, componenti ricoverati o usciti in/da istituti di cura o di detenzione, dimissioni volontarie, mutamenti nel patrimonio finanziario o immobiliare).