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Arrivano gli sgravi fiscali per i pensionati che si trasferiscono nel Sud Italia

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Autore: Redazione

Tra le novità della legge di Bilancio 2019 c’è la misura che prevede sgravi fiscali per attrarre pensionati nel Sud Italia. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e a chi spetta.

Negli ultimi anni, infatti, molti pensionati di diverse nazionalità (tra cui anche tanti italiani) hanno deciso di “ritirarsi” in Portogallo per godersi la pensione. Il motivo sta in una legge ad hoc varata dall’esecutivo lusitano che prevede una tassazione privilegiata per i pensionati che decidono di trasferirsi. Tanto da venire ribattezzato “il paradiso dei pensionati”.

E ora anche l’Italia vuole ricreare qualcosa di simile. Già dallo scorso gennaio è in vigore la norma per la quale sui redditi esteri (tutti, non solamente le pensioni, per la precisione) si applica un’imposta sostitutiva del 7%.

Inoltre, è previsto anche l’esonero dagli obblighi dichiarativi per il monitoraggio fiscale, oltre a quello per il versamento dell’imposta sul valore degli immobili situati all’estero (Ivie) e dell’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero (Ivafe).

Entrando nel dettaglio, per beneficiare degli sgravi fiscali è necessario che chi possiede redditi percepiti da fonte estera o prodotti all’estero trasferisca la residenza in un Comune con non più di 20mila abitanti che si trovi in una delle seguenti regioni: Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia.

Ma per poter spostare la residenza al Sud e beneficiare degli sgravi fiscali, bisogna soddisfare due requisiti essenziali. Il primo è di non essere stati fiscalmente residenti in Italia nei cinque periodi d’imposta precedenti a quello in cui l’opzione diviene efficace e aver trasferito la residenza da Paesi con i quali intercorrono accordi di cooperazione amministrativa.

Inoltre, bisogna risiedere in Italia almeno 183 giorni all’anno (184 in caso di anno bisestile). Va sottolineato, però, l’imposta sostitutiva al 7% potrà essere applicata solamente per 5 anni, al termine dei quali verrà interrotto tale regime fiscale.