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Pensioni anticipate, per Salvini l’obiettivo è quota 41

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Autore: Redazione

Nel botta e risposta tra Salvini e Di Maio c’è un nuovo punto all’ordine del giorno: il leader leghista insiste sulle pensioni anticipate e vuole accelerare per estendere quota 41.

La novità di oggi, già paventata spesso in passato, è la volontà di Matteo Salvini di lavorare per proseguire la strada tracciata da quota 100 per giungere al prossimo passo: "Quota 100 non si ferma, è l'inizio di un percorso perché l'obiettivo è quota 41”.

Il vicepremier leghista ha insistito sulle linee programmatiche del provvedimento: "Io mi domando come si possa essere contrari al ricambio generazionale, perché quota 100 ha nel suo obiettivo più importante aprire spazi di lavoro stabile per i giovani; quindi mi rifiuto di pensare che ci sia qualcuno contro i giovani che iniziano a lavorare".

Cos’è quota 41

Ancora è presto per conoscere l’impianto definitivo della proposta della Lega che vuole estendere la platea di quota 41. Tuttavia, ad oggi, c’è già una categoria di lavoratori che può accedere a quota 41. Attualmente riguarda i lavoratori precoci e più specificatamente chi abbia versato almeno un anno di contributi prima del compimento di 19 anni, anche se in modo non continuativo, e che risultino in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.

Quota 41 dovrebbe inoltre interessare i dipendenti del pubblico e del privato, ma anche gli iscritti a gestioni speciali dei lavoratori autonomi che, con 41 anni di contributi versati che si trovino in almeno uno dei cinque seguenti profili di tutela:

  • disoccupati in seguito a licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale e che abbiano concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi;
  • lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità;
  • persone con riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%;
  • lavoratori dipendenti addetti alle attività gravose da almeno sette anni negli ultimi dieci o da almeno sei anni negli ultimi sette prima del pensionamento;
  • impiegati in mansioni usuranti o notturne.