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Le misure in arrivo per l’emergenza coronavirus del decreto di aprile

Gli interventi attesi per fronteggiare la crisi

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Autore: Redazione

La prossima settimana dovrebbe arrivare la versione definitiva del tanto atteso decreto di aprile. In cantiere tante misure per fronteggiare l’emergenza dovuta al coronavirus, vediamo quali saranno gli interventi contenuti nel testo.

Tra i contenuti più importanti dovrebbe esserci un'estensione del credito d'imposta per l'affitto anche ai professionisti e alle partite Iva oltre ad aiuti per le bollette di acqua, luce e gas (scopri di più).

Ma c'è tanto altro. Si sta studiando un indennizzo tra i 400 e i 600 euro per circa 860mila lavoratrici domestiche regolari che hanno perso il lavoro per l’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus. Colf e badanti in nero, invece, dovrebbero comunque ricevere un reddito di emergenza, pensato per tre milioni di persone rimaste fuori dagli interventi di sostegno economico approvati finora.

Inoltre, nel decreto di aprile dovrebbero essere confermati tutti i sussidi già messi in campo, con un aumento del bonus per partite Iva e lavoratori autonomi che dovrebbe passare da 600 a 800 euro mensili. E un rinnovo dovrebbe scattare anche per gli aiuti alle famigli, grazie a congedi parentali e bonus babysitter per fronteggiare le situazioni derivanti dalla chiusura delle scuole.

Al vaglio dell’esecutivo ci sarebbe anche una moratoria sui prestiti personali, istituendo un fondo per gli indennizzi per il calo di fatturato per le imprese più colpite, a partire da bar e ristoranti, il modello legislativo sarebbe quello previsto per i casi di calamità come il terremoto.

Sarebbero inoltre previste anche misure fiscali quali sospensione della plastic tax e della sugar tax. Il settore turistico, tra i più colpiti, dovrebbe essere interessato con l’introduzione di voucher per le vacanze.

Nel decreto di aprile non dovrebbe mancare nemmeno un intervento per comuni ed enti locali che, per la sospensione dei versamenti fiscali, hanno già lanciato l’allarme sul rischio di non poter garantire alcuni servizi. La richiesta è di cinque miliardi, come ha spiegato a idealista/news il presidente dell’Anci Decaro.