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Decreto liquidità, le ultime novità dai mutui alle autocertificazioni per i prestiti

Tutte le modifiche al testo in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale

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Autore: Redazione

Approvato alla Camera, il decreto liquidità arriva ora al Senato e prosegue il suo iter per essere convertito in legge entro il 7 giugno. Vediamo quali sono le ultime novità rispetto al testo originario in materia di aiuti alle imprese.

Le novità più corpose al testo del decreto rilancio riguardano i prestiti garantiti al 100% dallo Stato alle imprese, il cui tetto massimo passa da 25.000 a 30.000 euro. Ma non è l’unica misura per le aziende che ha subito modifiche in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Prestiti garantiti dallo Stato

I prestiti garantiti dallo Stato al 100% per le imprese, come si diceva, oltra a passare da una soglia massima di 30.000 euro, vedono un’altra modifica al testo originario. Gli anni per la restituzione passano da 6 a 10, restano invece i 2 anni di preammortamento. Mentre le aziende avranno 30 anni a disposizione per restituire i finanziamenti da 800.000 euro garantiti pubblicamente all’80%.

Per velocizzare i processi di erogazione, come più volte sollecitato sia da Abi che da Bankitalia, viene inserita anche un’autocertificazione per attestare una riduzione del fatturato causata dall’emergenza sanitaria, dichiarando la correttezza dei dati trasmessi e l'impegno a utilizzare il denaro per i costi del personale, gli investimenti o a servizio del capitale circolante delle attività localizzate in Italia.

Altro capitolo collegato è quello che riguarda i meccanismi sull'antimafia. Il testo prevede che bisognerà autocertificare la conformità dell'azienda e dei suoi vertici alla normativa in materia oltre all'assenza di condanne penali negli ultimi 5 anni. Per facilitare i controlli, il prestito verrà erogato su un conto corrente dedicato che ne permetta il rintracciamento.

Mutui e affitti

Le ultime novità del decreto liquidità estendono anche la platea di chi può richiedere la sospensione dei mutui prima casa. Il testo, infatti, ammette ditte individuali e piccoli imprenditori, artigiani, piccoli commercianti e coloro chiunque eserciti un'attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia.

Per quanto riguarda gli affitti, si stabilisce la sospensione del pagamento dei canoni di locazione dovuti dal 1° marzo al 31 luglio 2020 per l'uso, in concessione o in locazione, di beni immobili appartenenti allo Stato gestiti dall'Agenzia del demanio, destinati ad uso diverso da quello abitativo e non oggetto di uso governativo o di programmi di dismissione e di valorizzazione. Gli affitti andranno pagati (anche con rateazione) entro il 31 ottobre.

Responsabilità delle imprese per i contagi

Le modifiche al testo del decreto rilancio intervengono per limitare le responsabilità dei datori di lavoro nel caso in cui i dipendenti siano contagiati da covid, in questa eventualità si configura il riconoscimento dell’Inail come infortunio sul lavoro. Contestualmente  le aziende devono applicare le norme contenute nel protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del coronavirus nei posti di lavoro.