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Cosa prevede la legge di Bilancio 2021 per le pensioni anticipate

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Autore: Redazione

Il testo della legge di Bilancio 2021, tra le altre misure, contiene anche novità inerenti alle pensioni anticipate. Vediamo insieme le conferme e i cambiamenti, da Opzione Donna all’Ape sociale, fino a quota 100.

Il tema che interessa di più, soprattutto in tempi di crisi come questo, è quello legato all’accesso alla pensione anticipata. La Legge di bilancio per il 2021, infatti, rinnova alcune soluzioni che permettono di andare in pensione in anticipo, ovvero prima del requisito anagrafico dei 67 anni.

Quest’anno, infatti, chi è nato nel 1961 o nel 1962 può accedere alla pensione anticipata sfruttando alcune soluzioni in vigore già da qualche anno come quota 41, Opzione Donna e la pensione anticipata contributiva. Sempre a patto, ovviamente, di essere in possesso dei requisiti stabiliti.

Nel caso di quota 41, ad esempio, può usufruire della pensione anticipata il lavoratore che abbi compiuto 59 anni (nato nel 1961 o nel 1962) e che abbia maturato 41 anni di contributi, di cui 12 mesi versati prima di compiere i 19 anni di età (ovvero che sia un lavoratore precoce).

Inoltre, è necessario appartenere a una di queste categorie: invalidi per almeno il 74%; lavoratori che svolgono mansioni usuranti; caregiver, impegnati ad assistere un familiare con disabilità (legge 104) da almeno 6 mesi; disoccupati che non ricevono l’indennità sostitutiva di disoccupazione da almeno 3 mesi.

Prescindendo dal requisito anagrafico, tra le opzioni previste dalla legge di Bilancio 2021 c’è anche la pensione anticipata contributiva, a cui si può accedere con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.

A proposito di lavoratrici, la legge di Bilancio 2021 ha prorogato nuovamente Opzione Donna, che permette di andare in pensione con 58 anni di età e 35 anni di contributi versati per le dipendenti) e con 59 anni di età e 35 anni di contributi per le autonome. I requisiti devono essere maturati entro il 31 dicembre 2020 e la liquidazione della pensione segue il sistema contributivo.

La Legge di Bilancio 2021 ha introdotto anche una revisione del contratto di espansione per farvi accedere anche le aziende con un minimo di 500 lavoratori dipendenti. Questa opzione consente uno scivolo pensionistico di 60 mesi ai dipendenti aventi diritto alla pensione anticipata o che abbiamo compiuto 62 anni e non vogliano lavorare fino a 67 anni.

Per quanto riguarda la tanto dibattuta Quota 100, il 2021 sarà l’ultimo anno in cui questa formula di pensionamento anticipato con 62 anni di età e 38 di contributi, resterà in vigore e non sembrano esserci proroghe all’orizzonte. Per molti non ha avuto l’impatto sperato, anche se parlare di fallimento sarebbe senza dubbio eccessivo.