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Dichiarazione dei redditi da rifare per i pensionati: l’avviso dell’Inps

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Autore: Redazione

I pensionati, ma anche cassintegrati e disoccupati, stanno ricevendo una nuova Certificazione Unica 2020 che, come specifica l’avviso dell’Inps stesso, annulla e sostituisce la precedente. Quindi, di fatto, dovrà essere presentata anche una nuova dichiarazione dei redditi.

L’Inps sta inviando una nuova versione della Certificazione Unica 2020 perché, come spiega nella lettera che l’accompagna: “le somme certificate non corrispondono a quelle effettivamente erogate o trattenute nel 2019”. I pensionati che ricevono la nuova CU/2020, quindi, sono tenuti a presentare di nuovo la dichiarazione dei redditi.

Non solo, la nuova dichiarazione dei redditi per pensionati cassintegrati e disoccupati va presentata tramite la formula del ravvedimento, visto che i termini per la presentazione canonica sono scaduti, per scongiurare il rischio di trovarsi tra qualche anno con un accertamento fiscale. La lettera di accompagnamento dell’Inps, oltre a scusarsi per il disagio, specifica infatti che è l’unico modo per presentare una dichiarazione dei redditi corretta è quello di farlo sulla base della Certificazione Unica giusta.

Non esistono, quindi, altre opzioni per mettersi al riparo di rischi di futuri accertamenti. Anche i pensionati che si sono avvalsi della dichiarazione dei redditi precompilata dell’Agenzia delle Entrate hanno lo stesso problema, risulta sbagliata perché calcolata sulla base di una Certificazione Unica errata o, quantomeno, va verificata.

Come già sottolineato, i termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi sono scaduti, quindi le strade percorribili per correggerla sono la dichiarazione tardiva o quella omessa, a seconda che la presentazione avvenga entro oppure oltre 90 giorni dalla scadenza ordinaria (entro oppure oltre il 10 marzo 2021).

Il primo caso, quello del ravvedimento operoso, prevede il pagamento della sanzione ridotta pari a 25 euro (in assenza di debito d'imposta). Se oltre alla tardività c'è anche un carente o tardivo versamento delle tasse, va versata anche la sanzione per omesso versamento. Insomma ha sbagliato l'Inps, ma a pagarla saranno i cittadini.