Opzione Donna 2023: è in arrivo la proroga?

opzione donna 2023
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Dal 2004, il trattamento pensionistico Opzione Donna è stato prorogato di anno in anno fino al 2022 e presto tornerà sul tavolo dell’esecutivo, che ha già in agenda la nuova Legge di Bilancio 2023.

Opzione Donna è un trattamento pensionistico che, sulla base delle regole del sistema di calcolo contributivo, permette alle lavoratrici in possesso di determinati requisiti di andare in pensione anticipata rispetto al termine previsto dalla normativa generale. È una misura che è stata introdotta per la prima volta nel 2004 per garantire alle lavoratrici una maggiore flessibilità in uscita dal mondo del lavoro. Da allora, è stata prorogata di anno e anno, fino al 2022. Nella nuova Riforma Pensioni attesa a fine anno, con molta probabilità, troverà posto anche l’Opzione Donna 2023.

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Che cos’è l’Opzione Donna

Nata con il nome “Regime sperimentale donna”, Opzione Donna è un trattamento pensionistico introdotto in via sperimentale per il periodo 2008-2015 dalla Legge Maroni 243/04. La misura è stata ripresa con modificazioni dalla Riforma Fornero nel 2011 e, da allora, è stata prorogata di anno in anno, fino al 2022. La penultima proroga risale alla Legge di Bilancio 2021, l’ultima, invece, alla Legge di Bilancio 2022. È molto probabile che nella nuova Legge di Bilancio, attesa entro fino anno, trovi posto l’Opzione Donna 2023, con conseguente slittamento del termine per la maturazione dei contributi minimi al 31 dicembre 2022.

Opzione Donna è una misura riservata alle donne lavoratrici dipendenti del settore pubblico e privato e alle donne lavoratrici autonome, a patto che vengano rispettate determinate condizioni. È un sistema che permette di andare in pensione anticipata, a 58 59 anni di età e in presenza di un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni, con assegno calcolato interamente sul sistema contributivo.

Nella misura sperimentale introdotta nel 2004, l’età pensionabile era 57 anni per le lavoratrici dipendenti e 58 anni per le autonome. Inizialmente, inoltre, era previsto che, alla maturazione dei 35 anni di contributi minimi, venissero aggiunti tre mesi per aspettativa di vita. Nel 2019, l’adeguamento dei requisiti alle speranze di vita è venuto meno e i requisiti anagrafici minimi sono cambiati, aumentando di un anno (58 anni per le dipendenti e 59 anni per le autonome).

Opzione Donna 2023: la grande attesa

In attesa della riforma che porterà cambiamenti strutturali all’interno del sistema pensionistico italiano, il Governo sembra essere intenzionato ad estendere l’Opzione Donna almeno fino al 2023. Questa scelta permetterebbe anche alle donne lavoratrici dipendenti del settore pubblico e privato e alle donne lavoratrici autonome nate nel 1964 o nel 1963 di andare in pensione anticipata, a patto che sussistano determinate condizioni.

A confermare l’ipotesi Opzione Donna 2023 e la volontà del Governo di prorogare la misura per un altro anno è stato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Andrea Orlando, con un intervento presso la Sala della Regina di Montecitorio, in occasione della presentazione del XXI rapporto dell’INPS. Il rischio è che l’attuale crisi di Governo, causata dalle dimissioni del premier Mario Draghi, possa frenare la proroga del trattamento, oltre che l’attesa riforma generale del sistema pensionistico.

Opzione Donna 2023 introdurrebbe lo slittamento della data entro la quale devono essere maturati i requisiti necessari per richiedere il pensionamento anticipato: dal 31 dicembre 2021, il termine verrebbe spostato al 31 dicembre 2022. È bene specificare, infatti, che i requisiti anagrafici e l’anzianità contributiva fanno riferimento alla situazione al 31 dicembre dell’anno precedente. Con l’estensione della proroga, la domanda per beneficiare dell’Opzione Donna 2023 potrà essere presentata anche dalle donne lavoratrici che avranno maturato le condizioni previste entro il 31 dicembre 2022.

Chi può beneficiare dell’Opzione Donna

Possono beneficiare dell’Opzione Donna tutte le lavoratrici dipendenti del settore pubblico e privato e le lavoratrici autonome, in possesso di contribuzione alla data del 31 dicembre 1995, iscritte all’Assicurazione Generale Obbligatoria e ai suoi fondi sostitutivi o esclusivi gestiti dall’INPS. Non possono esercitare la facoltà di opzione, invece, le lavoratrici iscritte alla gestione separata INPS, le lavoratrici che abbiano già maturato il diritto alla pensione, le lavoratrici che abbiano beneficiato delle misure a favore degli esodati e le lavoratrici che abbiano già esercitato l’opzione al sistema contributivo con effetti sostanziali. In caso di proroga dell’Opzione Donna 2023, le regole è probabile che rimangano invariate.

Opzione Donna (2022): come fare domanda

Per beneficiare dell’Opzione Donna e andare in pensione anticipata è necessario collegarsi sul sito dell’INPS e accedere alla sezione “Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, ECOCERT, APE Sociale e Beneficio precoci”. La domanda può essere presentata accedendo all’area riservata tramite Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o Carta d’Identità Elettronica (CIE). In alternativa, è possibile rivolgersi agli Enti di Patronato (attraverso i servizi telematici) o contattare gratuitamente i Contact Center.

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Chi può andare in pensione con Opzione Donna nel 2023?

La proroga dell’Opzione Donna per il 2023 non è ancora arrivata. Ad oggi, possono accedere al regime sperimentale donna tutte le lavoratrici dipendenti del settore pubblico e privato e le lavoratrici autonome che abbiano 58 o 59 anni d’età e un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni.

Cosa cambia nel 2023 per le pensioni?

Al momento, in attesa dell’insediamento del nuovo esecutivo, la discussione sul sistema pensionistico italiano per il 2023 è in pausa. Nelle ultime settimane, però, stanno circolando numerose ipotesi di riforma: dalla pensione in due tempi alla proroga temporanea di Quota 102, dal meccanismo di accesso alla pensione che tiene conto esclusivamente dell’anzianità contributiva (e non dell’età anagrafica) all’APE Sociale. Come confermato dal Ministro Andrea Orlando, molto probabilmente sul tavolo del Governo ci sarà anche Opzione Donna 2023.

Quali sono le ultime novità sulla pensione?

Le novità più attese sulla pensione guardano al 2023: nuove forme di flessibilità in uscita dal mondo del lavoro, pensioni di garanzia per i giovani e rilancio della previdenza complementare, strumento che in Italia continua ad essere poco utilizzato rispetto al resto d’Europa.

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