"Pronti a nuovo Patto con le parti sociali"
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## Meloni per 2026 punta su crescita, si parte da energia e Piano casa
## Meloni per 2026 punta su crescita, si parte da energia e Piano casa Askanews

Un piano casa con 100mila alloggi a prezzi calmierati e un nuovo intervento sul costo dell'energia. Sono questi i primi due provvedimenti in materia economica annunciati dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per il 2026, anno in cui il governo punterà ad accelerare la crescita anche con la disponibilità a sottoscrivere "un nuovo patto" con le parti sociali che non hanno "un pregiudizio" a lavorare con l'esecutivo. La premier, nel corso della conferenza stampa di inizio anno, ha invece escluso che possa tornare a breve la riapertura del condono, dopo lo stop in manovra. 

La premier ha annunciato che è "in dirittura d'arrivo" il Piano Casa con l'obiettivo di "mettere in campo un progetto che possa arrivare a mettere a disposizione 100.000 nuovi appartamenti a prezzi calmierati ragionevolmente nei prossimi 10 anni, al netto delle case popolari, altro tema del quale il piano casa intende occuparsi". Un piano "a cui tengo moltissimo" ha aggiunto "al quale stiamo lavorando insieme al ministro Salvini, che voglio ringraziare, con la collaborazione del ministro Foti, e di molti pezzi dei corpi intermedi e della società civile".

Confedilizia: importante l'impegno sulle case popolari

La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, conferma il prossimo varo da parte del Governo, con l'intervento dei ministri Salvini e Foti, di un articolato Piano Casa finalizzato a mettere a disposizione nei prossimi dieci anni centomila case a prezzi calmierati nonché a intervenire anche sull'edilizia economica e popolare. Riteniamo importante in particolare l'impegno sulle case popolari, considerando che ve ne sono proprio centomila circa potenzialmente utilizzabili ma vuote perché bisognose di manutenzioni oppure abusivamente occupate". Lo evidenzia Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia commentando quanto annunciato dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa di inizio anno.

"In un Paese a proprietà immobiliare diffusa come è l'Italia, consideriamo comunque necessaria anche un'azione finalizzata a dare slancio all'affitto privato, che fornisce da sempre la più ampia risposta alle esigenze abitative. Da questo punto di vista, auspichiamo che non tardi l'annunciato varo di una normativa tesa ad accelerare gli sfratti (e il Governo ha sul suo tavolo una proposta della Confedilizia al proposito) e che si pensi anche all'introduzione di mirati incentivi fiscali (anche con riferimento all'Imu). Due misure che consentirebbero da un giorno all'altro di accrescere l'offerta di abitazioni in locazione e, di conseguenza, di ridurre i canoni".

Costi delle energie e settore bancario

Nel corso della conferenza stampa Meloni ha parlato anche dei costi dell'energia, tema sollevato anche dalle imprese. Meloni ha ricordato che "diversi miliardi sono stati spesi da questo governo nelle varie leggi di bilancio per calmierare i prezzi. L'ultimo decreto è stato di sei mesi fa per altri 3 miliardi circa e ne abbiamo un altro che portiamo in Consiglio di ministri nelle prossime settimane".

Altro dossier difficile quello dell'ex-Ilva su cui "attualmente è aperta una fase di negoziazione con operatori economici" ha spiegato Meloni precisando che non ci saranno "impegni vincolanti da parte del governo fino a quando non ci saranno risposte chiare su un solido piano industriale, la tutela dell'occupazione e la sicurezza ambientale" e che non sarà avallato "nessun intento predatorio o opportunistico".

Più attendista invece l'atteggiamento nei confronti del settore bancario. La premier ha ribadito che un terzo polo "sarebbe utile per il sistema in complesso, ma il Governo non ha autorità o mezzi per fare niente in merito" e si è detta "non preoccupata" per l'inchiesta in corso su Mps-Mediobanca anche perché "la Procura mi sembra abbia detto che nelle azioni del Governo non c'è niente di illegittimo". Nell'Istituto senese "oggi noi abbiamo meno del 5%, non escludo che la cediamo, ma non c'è nessuna fretta" ha aggiunto.

Meloni nel corso della conferenza stampa ha poi rivendicato i risultati del governo su salari, con "un aumento di più di 20 miliardi del potere d'acquisto degli italiani"; fisco con "le tasse ridotte a tutti tranne che al settore bancario"; pensioni con l'intervento per limitare l'aumento dell'età pensionabile; lavoro e nella trattativa per il Mercosur dove l'ok dell'Italia è arrivato dopo aver "ottenuto alcuni risultati per gli agricoltori che considero molto importanti".

 

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