Un grande piano casa per risolvere il problema dell'abitare. È quello messo a punto dal PD in un programma con 14 punti che vanno dalla creazione di un ministero per l'Abitare a un fondo per gli affitti. Tra i punti principali anche l'inserimento del diritto all'abitare nella Costituzione.
Ministero per l'Abitare
I democratici, poi, propongono un "ministero dell'Abitare per coordinare le politiche abitative e gestire un fondo di 4 miliardi per affrontare l'emergenza abitativa". Va quindi approvata una "legge Quadro sull'edilizia residenziale", per rilanciare "l'edilizia residenziale pubblica e sociale, incrementando l'offerta di alloggi a partire dal recupero delle 100mila case popolari vuote presenti in Italia e favorendo la rigenerazione urbana nel nome della lotta per la giustizia climatica e a fronte della necessità di rilanciare la transizione ecologica come elemento essenziale per le politiche abitative".
Fondamentale anche "rilanciare il 'Programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare', stabilizzando i fondi e permettendo agli enti locali di accedere alle risorse con continuità". Allo stesso modo bisogna "potenziare il 'fondo sostegno affitti, per sostenere chi non riesce a fronteggiare autonomamente il mercato della casa". Occorre poi "rivisitare il ruolo delle 'agenzie per la casa', per gestire strumenti di partnership pubblico-privato e promuovere l'intermediazione abitativa. E studiare forme di garanzia per i piccoli proprietari".
Integrare le politiche abitative con servizi di prossimità
Il Pd propone poi di "integrare le politiche abitative con servizi di prossimità e progettualità sociali, sostenendo le persone più vulnerabili. Previsto anche il subentro dello Stato "nel pagamento di mutui o affitti per le famiglie" dei morti sul lavoro, il rilancio di "piani di eliminazione delle barriere architettoniche e promuovere l'autonomia abitativa". Inoltre, è opportuno "sviluppare strategie nazionali per rispondere alle necessità delle persone senza dimora".
Affrontare il caro affitti per gli studenti
Per garantire il "diritto allo studio", inoltre, bisogna "affrontare il caro-affitti per gli studenti, costruendo nuovi studentati e regolando gli affitti brevi". Va prevista poi "l'assegnazione gratuita ai comuni degli immobili di enti statali e parastatali inutilizzati, l'utilizzo dei beni confiscati alle mafie".
Necessaria anche una "regolamentazione degli affitti brevi", sulla quale è prevista una "proposta di legge per tutelare i centri storici e il mercato residenziale, differenziando tra proprietari singoli e grandi soggetti imprenditoriali". Infine, vanno sostenute "le cooperative a proprietà indivisa per il loro contributo all'abitare sostenibile".
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