Vaticano, SGIR liquida i BOT: cassa in rialzo e affitti record

La controllata immobiliare dello IOR vende tutti i BOT, fa salire la liquidità e spinge i ricavi da locazione.
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Vendere tutti i Buoni ordinari del Tesoro in un anno di tassi alti non è una mossa che si vede spesso. Eppure è ciò che risulta dal bilancio 2025 di SGIR, la società immobiliare interamente controllata dallo IOR. La scelta ha liberato cassa, incrementato la flessibilità finanziaria e accompagnato una crescita dei ricavi da locazione. Il risultato? Un utile netto oltre il milione di euro e indicatori di solidità che spiccano nel panorama romano. Un segnale che il “mattone vaticano” continua a funzionare come asset difensivo capace di generare redditi costanti.

La mossa chiave: addio BOT, più liquidità in cassa

Si è quindi deciso di dismettere integralmente i BOT in portafoglio. La conseguenza immediata è stata un balzo della liquidità, passata da 1,3 a 3,5 milioni di euro. Una cassa più ampia consente di coprire interventi straordinari e, se si presentano opportunità, di muoversi senza ricorrere a nuovo debito. In un contesto in cui molte realtà hanno gestito tensioni di cassa, si osserva quindi un approccio opposto, improntato a prudenza e rapidità di esecuzione.

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Ricavi da locazione in aumento e rendimento lordo all’8,9%

La crescita dei canoni incassati conferma la tenuta del portafoglio. I ricavi da locazione sono saliti da circa 2,1 a quasi 2,3 milioni di euro, pari a un incremento nell’ordine del 9,5%. Rapportando i canoni ai valori di bilancio degli immobili (25,8 milioni di euro), si ottiene un rendimento lordo vicino all’8,9% su base contabile. Un livello alto per Roma, che segnala un’allocazione efficiente e una capacità di estrazione di reddito sopra la media, pur senza fare leva sull’indebitamento.

Roma: canoni in spinta e domanda sostenuta

Il contesto cittadino contribuisce al quadro. Sul mercato romano si segnalano canoni medi in crescita del 5,8% rispetto ad aprile 2025 e valori intorno a 19,8 euro/m2 nel primo trimestre 2026. È un terreno favorevole per chi gestisce locazioni con portafogli già stabilizzati, perché si beneficia della dinamica dei prezzi senza dover rincorrere la leva finanziaria. In questo scenario, una struttura con cassa abbondante e debito minimo può muoversi con maggiore serenità rispetto a operatori esposti a rifinanziamenti o a rialzi di costo del capitale.

Il tassello nel quadro delle finanze vaticane

Nel perimetro più ampio, il contributo immobiliare si aggiunge a quello creditizio e di asset management della banca vaticana. Lo IOR ha chiuso il 2024 con un utile netto di 32,8 milioni di euro, e la componente immobiliare rappresenta una fonte stabile e ricorrente di reddito. La presenza di una controllata dedicata a Roma consente di presidiare un mercato ampio e liquido, mantenendo coerenza con obiettivi istituzionali e di sostenibilità economica.

Dove può andare la liquidità liberata

Con BOT azzerati e cassa aumentata, si aprono diverse opzioni. Si potrebbe rafforzare ulteriormente il profilo di rischio, mantenendo la liquidità come cuscinetto. Oppure si potrebbero selezionare interventi a rendimento incrementale, ad esempio lavori che migliorano efficienza e attrattività degli immobili in locazione. In entrambi i casi, il filo conduttore resta la prudenza: il basso indebitamento consente di scegliere tempi e modalità di impiego senza pressioni esterne.

Le leve possibili

Prima di allocare nuova cassa, si tende a valutare impatti su redditività e rischio. Tra le leve tipicamente considerate in contesti analoghi si segnalano:

  • Riqualificazioni mirate per sostenere i canoni e ridurre la vacancy.
  • Interventi di efficienza per contenere costi operativi ricorrenti.
  • Eventuali acquisizioni opportunistiche, se i prezzi offrono margini adeguati.

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