Si parla spesso di classe media, ma quasi mai si chiarisce come si misura davvero. E qui arriva la prima sorpresa: lo stipendio individuale, pur importante, non decide da solo l'appartenenza al ceto medio. Conta il reddito familiare complessivo e, soprattutto, dove cade rispetto al reddito mediano del Paese. Un altro dato che spiazza: con poco meno di 30 mila euro l'anno di reddito familiare si può già rientrare nella fascia centrale. Ma non per tutti è così, perché pesano composizione del nucleo e territorio. Ecco cosa indica l'ultimo report Istat e quali soglie considerare per capire dove si colloca il proprio bilancio domestico.
- Perché lo stipendio non basta: il riferimento è il reddito mediano
- Le soglie nazionali: da quanto a quanto si estende la classe media
- Tipo di famiglia: le soglie cambiano con la composizione del nucleo
- Nord, Centro, Isole: la geografia del reddito sposta le soglie
- Il quadro Istat: povertà in lieve calo, redditi in crescita, divari in riduzione
Perché lo stipendio non basta: il riferimento è il reddito mediano
Quando si prova a incasellare una famiglia nella classe media, la media degli stipendi dice poco. Secondo i criteri internazionali, il discrimine è il reddito mediano nazionale, ovvero il valore che divide la popolazione in due metà: chi ha di più e chi ha di meno. Su questa base, appartiene alla classe media chi si colloca tra il 75% e il 200% di quel valore. Tradotto: serve guardare a tutte le entrate della famiglia, non solo alla busta paga di un singolo, e considerare la struttura del nucleo e l'area in cui si vive. A parità di soldi che entrano, una persona sola e una coppia con figli non hanno la stessa posizione nella distribuzione dei redditi.
Le soglie nazionali: da quanto a quanto si estende la classe media
Il reddito mediano delle famiglie in Italia è pari a 37.378 euro annui (inclusi gli affitti figurativi), cioè circa 3.115 euro al mese. Applicando l'intervallo 75%-200% utilizzato a livello Ocse, la classe media nazionale si estende tra circa 28.034 e 74.756 euro annui di reddito familiare complessivo. È una forchetta ampia che tiene dentro situazioni molto diverse: chi si colloca appena sopra la linea inferiore e chi sfiora la soglia delle fasce più alte. Per orientarsi davvero, quindi, bisogna scendere di dettaglio e guardare a tipo di famiglia e territorio.
Tipo di famiglia: le soglie cambiano con la composizione del nucleo
Il livello del reddito mediano varia sensibilmente in base alla struttura familiare. Di conseguenza, anche l'ampiezza della fascia di classe media cambia. Due situazioni con la stessa cifra in entrata possono cadere in zone diverse della distribuzione, a seconda di quanti componenti sostengono quelle spese e quale capacità di reddito ha il nucleo.
Coppie con figli: soglie più alte
Per le coppie con figli, il reddito mediano sale a 55.691 euro annui. In questo caso, la classe media si colloca tra circa 41.768 e 111.382 euro. L'intervallo largo fotografa famiglie con esigenze e costi strutturalmente superiori, ma anche con più fonti potenziali di reddito.
Famiglie monogenitoriali: spazio centrale più ristretto
Per i nuclei monogenitoriali il reddito mediano è pari a 38.663 euro. La fascia della classe media va da circa 28.997 a 77.326 euro. Il posizionamento risente della presenza di un solo percettore principale e di oneri familiari spesso concentrati.
Anziani soli: soglie più basse
Tra gli anziani soli il reddito mediano scende a 30.195 euro. La classe media si estende tra circa 22.646 e 60.390 euro. Una finestra più bassa che riflette pensioni spesso contenute e patrimoni da gestire su un solo componente.
Famiglie con almeno uno straniero: divario persistente
Nei nuclei con almeno un cittadino straniero il reddito mediano è pari a 29.309 euro. Qui la classe media cade tra circa 21.982 e 58.618 euro. Il dato segnala una distanza ancora netta rispetto alla media nazionale, anche per effetto di inserimenti lavorativi e retributivi più fragili.
Nord, Centro, Isole: la geografia del reddito sposta le soglie
A parità di entrate, vivere in un'area ad alto reddito o in una zona più debole può cambiare la posizione relativa nella scala dei redditi. La mappa Istat mostra differenze marcate, con riflessi immediati sulla definizione di classe media locale.
Nord-est: la fascia centrale più in alto
Nel Nord-est il reddito mediano raggiunge 43.484 euro. In quest'area la classe media si colloca tra circa 32.613 e 86.968 euro. La soglia più elevata riflette un tessuto produttivo solido e tassi occupazionali più robusti.
Centro: valori intermedi
Nel Centro il reddito mediano è pari a 39.097 euro. La fascia della classe media va da circa 29.323 a 78.194 euro. Un posizionamento che rispecchia livelli retributivi e costo della vita meno estremi rispetto a Nord-est e Isole.
Isole: soglie più contenute
Nelle Isole il reddito mediano scende a 31.352 euro. La classe media ricade tra circa 23.514 e 62.704 euro. Il differenziale con le aree più forti evidenzia divari strutturali su occupazione e qualità del lavoro.
Il quadro Istat: povertà in lieve calo, redditi in crescita, divari in riduzione
Nel report Istat più recente emergono segnali misti. La quota di popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale scende al 22,6% (circa 13 milioni di persone), in flessione rispetto al 23,1%. Il rischio di povertà resta stabile al 18,6%, mentre diminuisce la quota di chi vive in famiglie a bassa intensità lavorativa (8,2%). Aumenta leggermente la grave deprivazione materiale e sociale, che sale al 5,2%.
Dal lato dei redditi, il 2024 segna un recupero: il reddito medio familiare arriva a 39.501 euro annui, +5,3% in termini nominali e +4,1% in termini reali, dopo due anni complessi. Si riduce anche la disuguaglianza: il 20% più ricco incassa 5,1 volte il reddito del 20% più povero, meglio del 5,5 registrato nel 2023. Sul piano territoriale, il Mezzogiorno resta l'area più fragile con un'incidenza del 38,4% di persone a rischio, mentre il Nord-est è la più solida con l'11,3%.








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