Dehors per le librerie indipendenti di Roma, Baglio: “Un’iniziativa che aiuta a mantenere vivi i quartieri”

L’assessora alle Attività Produttive e Pari Opportunità di Roma Capitale ha parlato con idealista/news della delibera che consente alle piccole librerie di servire cibo e bevande in forma accessoria e occupare suolo pubblico
Valeria Baglio, assessora alle Attività Produttive, Pari Opportunità e all'Attrazione degli Investimenti
Valeria Baglio, assessora alle Attività Produttive, Pari Opportunità e all'Attrazione degli Investimenti Roma Capitale

Buone notizie per le piccole librerie indipendenti di Roma. Con l’approvazione in Assemblea Capitolina del provvedimento che disciplina le occupazioni di suolo pubblico delle attività di libreria, i piccoli negozi di libri della Capitale ottengono la possibilità di svolgere la somministrazione di alimenti e bevande come attività accessoria alla vendita di libri e, a determinate condizioni, di richiedere l’occupazione di suolo pubblico (osp) per allestire spazi esterni. Un’iniziativa che punta ad avere un effetto importante sulla qualità urbana. Ne ha parlato a idealista/news, l’assessora alle Attività Produttive, Pari Opportunità e all'Attrazione degli Investimenti, Valeria Baglio.

Somministrazione in libreria: chi può farla e a quali condizioni

La misura riguarda le piccole librerie indipendenti e familiari con superficie tra i 50 e i 100 metri quadrati. Ma attenzione: lo spazio destinato alla somministrazione non potrà superare il 10 per cento della superficie di vendita.

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Per poter accedere alla nuova possibilità è inoltre necessario rispettare determinati requisiti:

  • almeno due anni di attività;
  • non più di quattro punti vendita sul territorio comunale;
  • vendita di libri come attività prevalente, dimostrata da un fatturato di almeno 20mila euro derivante dai libri e da una quota pari ad almeno il 60 per cento del fatturato complessivo.

Dehors e suolo pubblico: regole più severe nel centro storico

Tutte le librerie indipendenti in possesso dei requisiti potranno occupare suolo pubblico, rispettando le regole previste dai regolamenti di settore per le altre attività commerciali. Più restrittive le norme per le librerie con somministrazione nelle aree di pregio della Capitale:

  • Sito Unesco: l’osp concedibile arriva a un terzo della superficie di vendita nei tessuti più pregiati e alla metà nella restante parte del Sito;
  • Città Storica fuori dal Sito Unesco: i limiti variano da un terzo a due terzi della superficie di vendita, a seconda dei tessuti.

Le parole di Valeria Baglio

Come si è arrivati all’approvazione della delibera per le occupazioni di suolo pubblico delle attività di libreria?

“È un percorso nato dall’ascolto delle esigenze delle librerie indipendenti e dalla volontà di sostenere attività che rappresentano un presidio culturale e commerciale fondamentale per Roma. 

La proposta è stata presentata durante la giornata del 17 novembre 2025 in cui Carlo Verdone è stato sindaco di Roma per un giorno, un’iniziativa che ha contribuito a portare all’attenzione dell’Amministrazione il valore delle piccole librerie e la necessità di offrire loro nuove opportunità. 

Da quel momento è stato avviato un lavoro condiviso con l’Assessorato alla Cultura, che ha portato all’approvazione della delibera in Assemblea Capitolina l’8 ottobre. È un risultato concreto, che mette insieme sostegno alle imprese, promozione culturale e qualità urbana”.

Qual è l’obiettivo che si intende perseguire?

“L’obiettivo è aiutare le piccole librerie indipendenti a essere più solide e competitive, in un mercato in cui la concorrenza degli acquisti online mette in difficoltà soprattutto le realtà di dimensioni ridotte. 

La delibera introduce nuove possibilità, consentendo alle librerie che rispettano determinati requisiti di affiancare alla vendita dei libri una limitata attività di somministrazione oppure di utilizzare il suolo pubblico per iniziative culturali e promozionali. 

La vendita dei libri deve restare l’attività principale: non vogliamo trasformare le librerie in altro, ma dare loro strumenti per continuare a esistere, crescere e svolgere la propria funzione culturale”.

Perché è importante questa delibera?

“Perché riconosce che le librerie indipendenti non sono semplici esercizi commerciali, ma luoghi che contribuiscono all’identità e alla vitalità dei quartieri. Sostenere queste attività significa tutelare una parte importante dell’economia urbana, difendere la presenza delle piccole imprese e contrastare il rischio che le strade perdano varietà commerciale e punti di riferimento. 

La delibera prevede criteri precisi: per accedere alle nuove opportunità, le librerie devono essere presenti da almeno due anni, avere non più di quattro punti vendita a Roma e dimostrare che la vendita dei libri costituisce la parte prevalente del fatturato. 

Sono inoltre previsti limiti specifici per le occupazioni di suolo pubblico, con particolare attenzione alla Città Storica e al Sito Unesco. Il sostegno alle attività economiche, quindi, procede insieme alla tutela del decoro e dello spazio pubblico”.

Quali effetti può avere sulla vita culturale, sociale e urbana della città?

“Una libreria più forte è una risorsa per tutto il quartiere. Può diventare un luogo ancora più aperto alla comunità, ospitare presentazioni, incontri con autrici e autori, attività per bambini e iniziative dedicate alla promozione della lettura. Questo contribuisce a creare relazioni, occasioni di incontro e una maggiore partecipazione alla vita culturale. 

C’è poi un effetto importante sulla qualità urbana. Le attività commerciali vive, le vetrine illuminate e gli spazi frequentati rendono le strade più attrattive e vissute, contribuendo anche alla sicurezza percepita. 

Per una città come Roma, la qualità dello spazio pubblico passa anche dalla presenza di negozi di vicinato e attività culturali capaci di mantenere vivi i quartieri. 

La sfida è trovare un equilibrio tra nuove opportunità per le imprese, rispetto delle regole e tutela del patrimonio storico: obiettivi che non sono in contrasto, ma devono rafforzarsi reciprocamente”.

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