Cedolare secca, perché adesso conviene di più

Cedolare secca, perché adesso conviene di più

Nata per far emergere il sommerso nel mercato degli affitti, la cedolare secca non aveva dato all'inizio i risultati sperati. Ma le quotazioni dell'imposta sostitutiva potrebbero subire un'impennata ora che il governo, nel decreto sull'imu, ha ridotto l'aliquota per i contratti a canone concordato che passa dal 19% al 15%. Il sole24ore ha calcolato la convenienza rispetto alla tassazione ordinaria e all'aliquota precedentemente applicata

La cedolare secca sostituisce l'irpef e le relative addizionali, nonché le imposte di bollo e di registro dovute sul contratto di affitto. Le aliquote della cedolare sono pari al 21% per la generalità dei contratti, mentre al 15% (in precedenza erano al 19%) per i contratti a canone concordato. Da quest'anno invece, la riduzione irpef per chi sceglie la tassazione ordinaria è passata dal 15% al 5% per i contratti ordinari e dal 40,5% al 33,5% per i contratti a canone concordato

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Cedolare vs tassazione ordinaria

Qual'è la convenienza rispetto alla precedente aliquota e alla tassazione ordinaria? a fare i conti ci ha pensato il sole 24ore. Con un contratto di locazione a canone concordato di 6000 euro l'anno, la cedolare secca al 15% corrisponde a 900 euro contro i 1140 euro della precedente aliquota al 19%. Mentre con la tassazione ordinaria, considerando un reddito imponibile di 30.000 euro e un canone di locazione annuo di 9000 euro, il risparmio è di 924 euro (1350 contro 2274) senza contare le addizionali regionale e comunale e le imposte di registro e di bollo

La nuova aliquota presuppone un risparmio anche per chi ha un reddito basso. Considerando infatti un reddito imponibile sotto i 15000 euro e un canone di locazione di 9000 euro, se con la cedolare al 19% sarebbe convenuta la tassazione ordinaria, con la nuova aliquota il risparmio è di 147 euo

Ma non sono tutte rose e fiori con l'imposta sostituitiva. La cedolare si applica infatti all'intero importo del canone, mentre l'irpef è dovuta al netto degli abbattimenti previsti dalla legge. I redditi soggetti all'imposta, inoltre, non concorrendo alla formazione del reddito complessivo, riducono anche la base di riferimento per il riconoscimento degli oneri deducibili e detraibili

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