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Imu prima casa, 2400 i comuni a rischio seconda rata

Autore: Redazione

Colpo di coda dell'imu prima casa, che chiamerà alla cassa i proprietari residenti nei comuni dove è aumentata l'aliquota. Si tratterebbe di 873 comuni, tra cui anche 11 capoluoghi, ovvero circa 3,4 milioni di prime case. Ma il saldo potrebbe aumentare e di molto, non solo perché i municipi hanno tempo fino al 9 per deliberare, ma anche perché il governo ha messo sul piatto un'altra ipotesi: quello di dividere a metà tutto l'extragettito ottenuto con aliquote superiori a quella standard del 4 per mille, coinvolgendo 2400 città

Primo scenario

Tutto nasce da una "furbata" dei sindaci e da una beffa del governo. Facendo affidamento sulla sbanderiata affermazione dell'esecutivo di voler cancellare l'imu, molti comuni nel 2013 hanno deciso di aumentare le aliquote per assicurarsi maggiori trasferimenti in tempi di crisi dei bilanci, senza peraltro scomodare i cittadini

Si tratta di città come  Milano, dove  l'aliquota è passata dal 4 al 6 per mille, a Bologna dal 4 al 5 per mille, a Napoli dal 5 al 6 per mille, a Genova dal 5 al 5,8 per mille, ad ancora dal 5,5 al 6 per mille, a Benevento dal 5 al 6 per mille, a Verona si passa dal 4 al 5 per mille, a Frosinone, caltanisetta, Cosenza ae Vibo Valentia passa dal 4 al 6 per mille. In totale  873 comuni, tra cui 11 città capoluoghi per un totale di circa 3,4 milioni di prime case

Lo stato incapace di corrispondere ai municipi tutto l'extragettito di 462 milioni, ha deciso quindi che la metà ricadesse sui contribuenti. Secondo i calcoli della uil politiche territoriali, il conto a Milano sarebbe di 73 euro medi, a Bologna di 40 euro medi, a Napoli di 38 euro medi, a Genova di 31 euro medi, ad Ancona di 21 euro medi, a Verona di 31 euro medi. Cifre non astronomiche, ma che hanno il sapore di una presa in giro, dove a rimetterci, come sempre, sono i cittadini

Secondo scenario

Un'altra ipotesi di molta più ampia portata profilata da palazzo chigi, è quella di dividere a metà tutto l'extra gettito ottenuto con aliquote superiori a quella base statale, il 4 per mille. In questo modo coinvolgerebbe anche comuni dove l'aumento è stato deliberato nel 2012 e non solo quest'anno. Il denaro da coprire ammonterebbe quindi a 1,1miliardi sempre per metà a carico dello stato e l'altra metà dei cittadini. I comuni coivolti a questo punto sarebbero 2400 e le prime case circa 10milioni

La protesta dei comuni

La decione del governo non è piaciuta per niente ai sindaci. Il presidente dell'anci, piero fassino, ha chiesto di "fare rapidamente chiarezza perché non si può abusare della pazienza dei cittadini". Mentre il sindaco di Milano, giuliano pisapia, parla di una "follia" che porterebbe allo "scontro istituzionale"

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