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Come si calcola la Tari

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Autore: Redazione

Tra le tasse comunali legate alla casa c’è anche quella sui rifiuti. Ma come si calcola la Tari? Vediamo nel dettaglio chi la paga e come funziona il calcolo di questa imposta.

La Tari, che dal 1° gennaio 2015 ha sostituito Tarsu e Tia, è composta da una parte fissa e da una parte variabile. È proprio questo, infatti, il punto di partenza per il quota della Tari. La quota fissa viene calcolata in base alla superficie (metri quadri della casa) moltiplicata per la tariffa fissa unitaria.

Mentre la parte variabile della Tari dipende dal numero dei componenti della famiglia. I dati sul nucleo famigliare vengono presi direttamente dagli archivi anagrafici del Comune di appartenenza se l’intestatario dell’utenza è residente nell’immobile. Mentre per i contribuenti non residenti il numero degli occupanti viene così stabilito:

  • 1 occupante: locali fino a 45 mq;
  • 2 occupanti: locali fino a 60 mq;
  • 3 occupanti: locali fino a 75 mq;
  • 4 occupanti: locali oltre i 76 mq.

Come si calcola la quota variabile della Tari

Alla quota fissa va quindi aggiunta anche somma relativa al calcolo della quota variabile, che si riferisce alla copertura dei costi di servizio per raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti. Il calcolo Tari è effettuato in base alla quantità di rifiuti prodotti in via presuntiva stabilita dalle delibere comunali.

In questo caso occorre infine distinguere se si tratta di:

  • immobile ad uso domestico residenziale o non residenziale;
  • non domestico, come ad esempio nel caso delle attività commerciali.

Un documento Dipartimento Finanze del Ministero dell’Economia ha specificato che è corretto calcolare la quota variabile della Tari una sola volta in relazione alla superficie totale dell’utenza domestica.

Nella circolare si legge: “Un diverso modus operandi da parte dei comuni non troverebbe alcun supporto normativo, dal momento che condurrebbe a sommare tante volte la quota variabile quante sono le pertinenze, moltiplicando immotivatamente il numero degli occupanti dell’utenza domestica e facendo lievitare conseguentemente l’importo della Tari”.