Notizie su mercato immobiliare ed economia

Donazione e successione di un immobile: le imposte da pagare

Autori: @Annastella Palasciano, Giovanni De Faveri (collaboratore di idealista news)

Il trasferimento di beni immobili in successione e donazione comporta il pagamento di determinate imposte. Vediamo quali sono nella nostra rubrica "La casa in pillole".

Le imposte di successione o donazione sono diverse dalle imposte di registro o dall'IVA perché sono tanto più elevate quanto più lontano è il grado di parentela tra il defunto e l'erede o il donante e il donatario. 

Come spiega Valentina Rubertelli, consigliere nazionale del Notariato, "se l'erede è il coniuge o il discendente in linea retta l'imposta sarà del 4%, se l'erede è un fratello o sorella oppure un parente entro il 4º grado allora l'imposta sarà del 6%, se invece è un parente più lontano o addirittura un estraneo l'imposta sarà dell'8%"

 Oltre alle aliquote bisogna considerare anche le franchigie, ovvero le soglie entro le quali non è dovuta l'imposta e anche esse cambiano a seconda del grado di parentela. Per il coniuge e i parenti in linea retta, la franchigia è di un milione di euro, mentre per fratelli e sorelle la franchigia è di 100mila euro.

"Nel caso in cui un soggetto muoia e lasci moglie e due figli, ciascun chiamato all'eredità avrà una franchigia di un milione di euro a cranio, quindi quel 4% di imposta di successione di cui abbiamo parlato non andrà pagato se non sul patrimonio caduto in eredità che sopravanzi e vada oltre i tre milioni di euro".

Da considerare anche l'imposta di trascrizione del 2% che si paga sul valore catastale degli immobili caduti in successione o donazione e l'imposta per la voltura castale dell'1%.

Agevolazioni prima casa successioni e donazioni

Come spiega il notaio Rubertelli: "anche nel caso di trasferimento per successione e donazione si può parlare di agevolazioni prima casa e i requisiti sia soggettivi che oggettivi che richiede la legge sono identici a quelli di cui si è parlato per acquisti a titolo oneroso. Si deve trattare di un erede o di un donatario persona fisica, deve essere un immobile ad uso abitativo, non deve essere un immobile di lusso e quindi non deve rientrare nelle categorie catastali A1/a8/a9, né essere un ufficio e quindi rientrare nella categoria catastale a10". 

"Il donatario deve avere la residenza in quel comune o deve impegnarsi a trasferirla entro 18 mesi, non deve rivendere entro i cinque anni dalla successione o dalla donazione e soprattutto deve dichiarare di non avere la prepossidenza di un altro immobile acquistato con le agevolazioni prima casa".

"Anche nel caso di successioni e donazioni è possibile bypassare il requisito della prepossidenza e quindi pur non essendosi sbarazzati del bene preposseduto, impegnarsi a venderlo o a donarlo entro l'anno dall'acquisto agevolato. Per quanto riguarda l'aliquota agevolata nel caso in cui la successione o la donazione sia tassata come prima casa, l'agevolazione consiste in una riduzione dell'imposta ipotecaria - che dal 2% passa all'imposta fissa di 200 euro - , e dell'imposta catastale - che dall'1% passa anch'essa a una somma fissa di 200 euro".

"La particolarietà che caratterizza l'imposta prima casa applicata alle successioni e donazioni è quella del fenomeno del beneficiario in estensione. "Se un immobile viene ereditato o acquistato a titolo di donazione da più persone, perché tutto l'acquisto venga tassato come prima casa è sufficiente che sia dotata di requisiti prima casa anche soltanto una persona".