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Finanziaria 2020, cosa cambia con l'accorpamento Imu e Tasi

Accorpamento di Imu e Tasi a partire dal 2020
Gtres
Autore: Redazione

Da quest'anno, come previsto dalla finanziaria 2020, arriva l'accorpamento di Imu e Tasi. Vediamo come cambiano le imposte sulla casa

Prima di tutto, dobbiamo chiarire che più di accorpamento di Imu e Tasi si parla di abolizione dell'imposta sui servizi indivisibili. Ma l'abolizione della Tasi non porterà, se non in alcuni casi, a un minore peso fiscale per il contribuente.

Nuove aliquote Imu 2020

Le nuove aliquote per l'Imu 2020 passeranno dall'aliquota base dello 0,76 per mille allo 0,86 per mille. Ma i Comuni avranno la facoltà di alzarla fino all'1,06 per mille o anche fino all'1,14 per mille (ma solo nel caso in cui l'incremento sia stato deciso già nel 2019). Nel caso dell'aliquota massima, quindi, il risultato finale sarà un'imposta il cui gravame fiscale sarà uguale alla somma tra Imu e Tasi.

Accorpamento Imu Tasi, cosa succederà nel 2021?

Nel corso del 2021 ci saranno alcune modifiche a questo meccanismo di accorpamento di Imu e Tasi. A decorrere dall'anno 2021, infatti, i Comuni potranno stabilire diverse aliquote solo in riferimento alle tipologie individuate con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze. 

Accorpamento Imu Tasi prima casa

L'accorpamento dell'Imu e della Tasi rispetterà le esenzioni prevista per la prima casa. Infatti resta l'esenzione dell'Imu per gli immobili che non appartengono alle categorie catastali di lusso. L'aliquota base è dello 0,5 per mille, ma l'amministrazione comunale potrà aumentala fino allo 0,6 o decidere di azzerarla. E' prevista anche una detrazione di 200 euro.