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Pagare l'affitto con carta di credito, i vantaggi fiscali

Da settembre scatta il credito di imposta del 30% per i commercianti

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Autore: Redazione

Da settembre i commercianti e piccole imprese con un giro d’affari inferiore ai 400 mila euro possono iniziare richiedere il credito di imposta del 30% sulle commissioni di acquisto grazie al provvedimento introdotto dal Governo lo scorso 1 luglio. L’operazione riguarda anche il pagamento di affitti tramite Pos.

Il credito di imposta è previsto infatti come incentivo all’utilizzo di pagamenti tracciabili per transazioni al di sopra dei 2000 euro (fino a giugno 2020 la soglia era 3000 euro mentre dal 2022 la soglia tornerà a mille euro). Se quindi al di sotto di quella cifra è possibile saldare le proprie rate di affitto in contanti, al di sopra è necessario ricorrere a sistemi tracciabili: bonifico, assegno o pagamento con carta di credito o bancomat.

In questo modo il vantaggio fiscale è duplice: da parte di chi riscuote si ha il credito di imposta del 30% sulle commissioni, mentre da parte di chi versa si ha la detrazione fiscale del canone in sede di dichiarazione dei reddito (che, ricordiamo, va presentata entro il 30 settembre quest’anno), fermi restando i requisiti di esistenza di un contratto registrato e di utilizzo della casa come abitazione principale. Sono detraibili, inoltre, solo i contratti a canone libero o convenzionale, stipulati da persone tra i 20 e i 30 anni di età, per alloggi sociali o per trasferimento dato da motivi di lavoro. Si tratta di detrazioni non cumulabili tra loro, ma tra le quali ogni contribuente può scegliere secondo il maggior vantaggio.

Chi invece debba essere scoperto a pagare in contanti una quota superiore alla soglia incorrerà alle sanzioni previste dalle norme antiriciclaggio.