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La demolizione per abuso edilizio deve essere motivata?

Momentmal da Pixabay
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Autore: Redazione

Una recente sentenza del Tar del Lazio è tornata a fare chiarezza sulle norme che regolano la demolizione per abuso edilizio. Vediamo quanto spiegato dai giudici.

Per il Tar del Lazio il Comune non ha l’obbligo di motivare l’ordine di demolizione per abuso edilizio e non deve accertare la conformità urbanistica dell’opera. Nel dettaglio, i giudici si sono espressi circa il caso dell’ampliamento di un immobile, oggetto di domanda di sanatoria.

Per risposta, il Comune aveva disposto la demolizione d’ufficio, anche se il responsabile aveva presentato ricorso perché convinto che, con un’istruttoria adeguata, si sarebbe accertata la conformità urbanistica dell’intervento.

Tuttavia, i giudici del Tar del Lazio hanno respinto il ricorso, sottolineando che il Comune aveva comunicato l’avviso di avvio del procedimento di demolizione per abuso edilizio, avvertendo anche che qualora non si fosse provveduto autonomamente alla demolizione o rimozione delle opere abusive, sarebbe stata disposta la demolizione d’ufficio.

Il Tar ha spiegato che il Comune non ha l’obbligo di accertare la conformità urbanistica dell’intervento oggetto di abuso edilizio prima di un provvedimento di demolizione. Il responsabile dell’intervento, invece, ha l’obbligo di fornire la prova della regolarità sia al momento della realizzazione dell’opera sia al momento della presentazione dell’istanza.

I giudici hanno anche spiegato che eventuali valutazioni sulla possibile trasformazione dell’ordine di demolizione per abuso edilizio in una multa. La “fiscalizzazione dell’abuso”, infatti, può essere valutata solo nella fase esecutiva se la demolizione può arrecare danni alla parte di edificio realizzata legittimamente.