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Quando sono detraibili le spese di intermediazione immobiliare per l’acquisto prima casa

Mediamodifier da Pixabay
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Autore: Redazione

Le spese di intermediazione immobiliare per l’acquisto della prima casa sono detraibili, ma solo nel caso che rispettino determinati requisiti, come il pagamento tracciabile. Ecco le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate.

L’Agenzia delle Entrate ha spiegato che i compensi riconosciuti a soggetti di intermediazione immobiliare per l’acquisto di una prima casa si possono detrarre ai fini Irpef nella misura del 19% (fino a un tetto massimo di 1.000 euro per ciascuna annualità).

Le spese relative all’intermediazione immobiliare per l’acquisto di una prima casa, infatti, si può portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi per l’anno in cui è avvenuto il pagamento, a patto che il contratto preliminare risulti regolarmente registrato.

Dal momento che l’agevolazione è subordinata all’acquisto dell’abitazione principale, in caso di mancata stipula del contratto definitivo di compravendita il contribuente dovrà restituire la detrazione usufruita, assoggettando tale somma a tassazione separata.

Inoltre, dal 2020 la detrazione per spese di intermediazione immobiliare spetta nel caso in cui il pagamento sia avvenuto tramite versamento bancario o postale o mediante altri sistemi di pagamento tracciabili (la detrazione può essere fruita per intero solo per chi ha un reddito complessivo fino a 120.000 euro). In caso di superamento di tale limite, la detrazione decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento di un reddito complessivo di 240.000 euro.