Quali sono gli adempimenti e come evitare la revoca del regime di favore
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Per i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo effettuati tra persone fisiche che non agiscono nell’esercizio di un’attività d’impresa o professionale è possibile scegliere il regime opzionale della cedolare secca. Quest’ultimo prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva di Irpef e addizionali per il reddito derivante dall’affitto dell’immobile e l’esenzione dal pagamento dell’imposta di registro e dall’imposta di bollo per registrazioni, risoluzioni e proroghe del contratto. Ma, al momento della proroga del contratto, è necessario rinnovare la scelta dell’opzione? Ecco cosa dice il Fisco.

I chiarimenti sono arrivati in seguito al quesito presentato da un contribuente a Fisco Oggi, la rivista telematica dell’Agenzia delle Entrate. Nello specifico, è stato domandato: “Dovendo prorogare come locatore un contratto di affitto con cedolare secca, sono tenuto a rinnovare la scelta dell’opzione?”.

Nel fornire la sua risposa, il Fisco ha spiegato che, in sede di proroga del contratto, è necessario che l’opzione per il regime della cedolare secca venga sempre confermata dal locatore che intenda mantenere tale regime. 

Cosa accade però se non viene presentata la comunicazione relativa alla proroga del contratto, già in cedolare? In questo caso, secondo quanto spiegato dal Fisco, l’opzione esercitata in sede di registrazione del contratto di locazione non viene revocata, se il contribuente ha mantenuto un comportamento coerente con la volontà di optare per il regime della cedolare secca, effettuando i relativi versamenti e dichiarando i redditi da cedolare secca nel relativo quadro della dichiarazione dei redditi.

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Cosa prevede il regime della cedolare secca

Si ricorda che optando per il regime della cedolare secca, il locatore rinuncia alla facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone di locazione, anche se è previsto nel contratto, inclusa la variazione accertata dall’Istat dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati dell’anno precedente. 

L’imposta sostitutiva da pagare, in caso di opzione del regime opzionale della cedolare secca, è pari al 21% del canone di locazione annuo stabilito dalle parti, salvo che per i contratti a canone concordato, per cui si applica un’aliquota del 10%.

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