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La legge di Bilancio 2026 ha introdotto rilevanti novità per quanto riguarda il regime fiscale agevolato per neo residenti. Nel dettaglio, ha portato a a 300.000 euro l’importo dell’imposta sostitutiva sui redditi prodotti all’estero da chi si trasferisce in Italia e a 50.000 euro l’importo dell’imposta dovuta da ciascuno dei familiari cui sono stati estesi gli effetti dell’opzione. Scopriamo di cosa si tratta e chi può beneficiarne. 

In cosa consiste il regime fiscale agevolato per neo residenti

La legge di Bilancio per il 2026 ha stabilito che le persone fisiche che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia successivamente al 1° gennaio 2026, relativamente ai redditi prodotti all’estero, possono esercitare l’opzione per versare forfettariamente, a titolo di imposta sostitutiva Irpef per tali redditi e a prescindere dall'importo degli stessi redditi percepiti, 300mila euro anziché 200mila euro annui previsti dalla norma previgente. 

Anche i loro familiari, sempreché il soggetto principale ne abbia fatto richiesta, possono beneficiare dell’imposta sostitutiva versando 50mila euro anziché 25mila euro (come era stato fissato dalle norme in vigore precedentemente). La novità è stata operata con una modifica dell’articolo 24-bis, comma 2, primo periodo, del Tuir (Dpr n. 917/1986).

Come funziona 

Coloro che trasferiscono la residenza fiscale in Italia possono decidere di applicare un’imposta sostitutiva dell’IRPEF sui redditi prodotti all’estero. La scelta di tale regime prevede il pagamento di un’imposta forfettaria di 200mila euro per ciascun periodo d’imposta in riferimento al quale opera l’opzione (fino al 10 agosto 2024 l’importo è stato di 100mila euro). L’adesione al regime agevolato per neo residenti deve avvenire nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui è stata trasferita la residenza fiscale in Italia o in quella immediatamente successiva.

Requisiti necessari

Chi vuole esercitare l’opzione di regime agevolato deve trasferire la propria residenza fiscale in Italia, senza avervi risieduto per almeno nove dei dieci periodi d’imposta antecedenti a quello di validità dell’opzione. Ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le persone che per la maggior parte del periodo d'imposta, considerando anche le frazioni di giorno, sono iscritte nell'anagrafe della popolazione residente, hanno il domicilio nel territorio italiano e vivono abitualmente in Italia.

Come richiedere il regime agevolato

rima di esercitare l’opzione, il contribuente può anche formulare una specifica istanza di interpello per ottenere dall’Amministrazione finanziaria una risposta in merito alla sussistenza dei requisiti di accesso al regime. La richiesta deve essere presentata alla Divisione Contribuenti dell’Agenzia delle Entrate mediante consegna a mano, raccomandata con avviso di ricevimento o casella di posta elettronica certificata.

Nell’istanza il contribuente deve indicare:

  • i dati anagrafici e, se già attribuito, il codice fiscale, oltre al relativo indirizzo di residenza in Italia, se già residente
  • lo status di non residente in Italia per un tempo almeno pari a nove periodi di imposta nel corso dei dieci precedenti l’inizio di validità dell’opzione
  • la giurisdizione o le giurisdizioni in cui ha avuto l’ultima residenza fiscale prima dell’esercizio di validità dell’opzione
  • gli eventuali Stati o territori esteri per i quali intende esercitare la facoltà di non avvalersi dell’applicazione dell’imposta sostitutiva.

All’istanza di interpello deve essere allegata l’apposita check list per il riscontro della sussistenza degli elementi necessari per l’accesso al regime, eventualmente corredata con la relativa documentazione di supporto.

Estensione del regime agevolato per neo residenti

Il regime forfettario può essere esteso anche ai familiari in possesso dei requisiti, a quelli, cioè, che trasferiscono la loro residenza fiscale in Italia, senza avervi risieduto per almeno nove dei dieci periodi d’imposta antecedenti a quello di validità dell’opzione. 

L’estensione del regime va indicata nella dichiarazione dei redditi riferita al periodo d’imposta in cui il familiare trasferisce la residenza fiscale in Italia o in quella successiva. Per ciascuno dei familiari ai quali sono estesi gli effetti dell’opzione, l’imposta sostitutiva è pari a 25mila euro annui.

L’opzione si intende tacitamente rinnovata di anno in anno, a meno che non intervenga un’ipotesi di cessazione degli effetti, di revoca dell’opzione o di decadenza dal regime (ad esempio, per omesso o parziale versamento dell’imposta sostitutiva entro il termine previsto oppure per trasferimento della residenza fiscale in altro Stato o territorio). In ogni caso, gli effetti cessano decorsi quindici anni dal primo periodo d’imposta di validità dell’opzione.

Come funziona il regime agevolato

Per ciascun periodo d’imposta di efficacia del regime, l’imposta sostitutiva deve essere versata in un’unica soluzione, entro la data prevista per il pagamento del saldo delle imposte sui redditi, senza la possibilità di avvalersi della disciplina del ravvedimento operoso. I contribuenti interessati, sia i principali sia quelli coinvolti in qualità di familiari, devono provvedere autonomamente al versamento dell’imposta, utilizzando il modello “F24 Versamenti con elementi identificativi” (codice tributo “NRPP”).

L’opzione per l’imposta sostitutiva può essere revocata sia dal contribuente principale sia dal familiare a cui è stata estesa. La scelta va espressa nella dichiarazione dei redditi relativa a uno dei periodi d’imposta successivi a quello in cui è stata esercitata ovvero, in assenza di obbligo dichiarativo per quel periodo d’imposta, tramite apposita comunicazione alla Divisione Contribuenti dell’Agenzia delle Entrate. 

La comunicazione deve essere prodotta, entro la data di scadenza della presentazione della dichiarazione, con le stesse modalità previste per l’istanza di interpello. In caso di revoca del contribuente principale, gli effetti si producono anche nei confronti dei familiari a cui era stata estesa l’opzione, a prescindere dal fatto che essi esercitino autonomamente la facoltà di revoca.

Se la revoca viene esercitata dopo aver già versato l’imposta sostitutiva per il medesimo periodo d’imposta, il relativo importo potrà essere richiesto a rimborso o utilizzato in compensazione tramite modello F24 (codice tributo “NRRE”).

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