Rigo E27 del 730: istruzioni, limiti e vantaggi fiscali

Scopri cosa inserire nel Rigo E27 del 730 e come dedurre i versamenti alla previdenza complementare
coppia di anziani
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I contributi versati ai fondi pensione e alle altre forme di previdenza complementare possono garantire un importante vantaggio fiscale in sede di dichiarazione dei redditi. Per beneficiare della deduzione prevista dalla normativa è necessario compilare con attenzione una parte ben precisa del 730.

Le somme versate a forme pensionistiche integrative a deducibilità ordinaria, come i fondi pensione, devono essere riportate in un’apposita sezione e in particolare nel rigo E27 del modello 730. È possibile dedurre queste somme dal reddito complessivo fino al limite massimo di 5.300 euro. 

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Cosa indicare nel rigo E27?

Diverse spese permettono di ridurre il reddito complessivo su cui calcolare l’imposta dovuta all’Erario. Tra le agevolazioni fiscali più interessanti previste dal sistema tributario italiano rientra la deduzione dei contributi versati alla previdenza complementare.

In particolare, quando si versano somme a forme pensionistiche integrative, come fondi pensione negoziali, fondi aperti e sottoconti di prodotti pensionistici individuali paneuropei (PEPP), le stesse si possono dedurre in sede di dichiarazione dei redditi, alleggerendo così il proprio carico fiscale.

Nel modello 730, nella sezione II, i righi da E21 a E36, sono utilizzati per indicare spese e oneri per i quali spetta la deduzione dal reddito complessivo. Cosa inserire nel rigo E27 del 730? In questo rigo devono essere riportati i contributi versati alle forme pensionistiche complementari che danno diritto alla deduzione fiscale dal reddito complessivo.

sezione 730
https://agenziaentrate.gov.it/

Rigo E27 del 730: cosa inserire nella colonna 1

Nel rigo E27 del 730, in cui inserire i contributi a deducibilità ordinaria, si trovano due colonne, indicate rispettivamente con i numeri 1 e 2. La colonna 1 nel rigo E27 del 730 è dedicata ai contributi dedotti dal sostituto, ossia a quelli che il datore di lavoro ha già dedotto dall’imponibile, indicato nel punto 412 della Certificazione Unica.

Si possono dedurre nel 730 anche i contributi della previdenza complementare versati per familiari a carico. In caso di compilazione del punto 421 della Certificazione Unica, relativo proprio alla previdenza per familiari a carico, la cifra da riportare nella colonna 1 è pari alla differenza tra gli importi indicati nei punti 412 e 422 della CU.

Rigo E27 del 730: cosa inserire nella colonna 2

Nella colonna 2 del rigo E27 del modello 730, si devono indicare, invece, i contributi non dedotti dal sostituto di imposta, vale a dire l’ammontare dei contributi destinati alla previdenza complementare per i quali si richiede la deduzione nella dichiarazione dei redditi:

  • contributi versati tramite il sostituto d’imposta e riportati al punto 413 della Certificazione Unica. Nel caso di compilazione del punto 421 della CU, relativo alla previdenza complementare per familiari fiscalmente a carico, l’importo da indicare nella colonna 2 corrisponde alla differenza tra i valori riportati ai punti 413 e 423 della CU;
  • contributi versati direttamente, senza l’intermediazione del sostituto d’imposta, sia a fondi pensione negoziali sia a forme pensionistiche individuali.

Contributi previdenza complementare: dove inserirli nel 730

I contributi e i premi versati per forme pensionistiche complementari e individuali e ai sottoconti PEPP, devono essere indicati nel Quadro E - Oneri e Spese, precisamente nei righi da E27 a E30, a seconda della tipologia di contribuente e della situazione specifica. 

Nella maggior parte dei casi, il contribuente che versa contributi per sé stesso dovrà compilare il rigo E27, fermo restando che prima di procedere alla compilazione, è importante conoscere l'elenco dei documenti per il 730 da preparare per la dichiarazione dei redditi.

Come funziona la deduzione fiscale dei fondi pensione?

La previdenza complementare gode di un trattamento fiscale particolarmente vantaggioso. A differenza delle detrazioni, che riducono direttamente l'imposta da pagare, la deduzione agisce sul reddito imponibile. Ciò significa che i contributi versati al fondo pensione vengono sottratti dal reddito complessivo prima del calcolo dell'IRPEF.

Facciamo un esempio per capire meglio come funziona la deduzione fiscale dei fondi pensione. Supponendo che un lavoratore abbia un reddito imponibile di 35.000 euro e che abbia versato contributi al fondo pensione pari a 3.000 euro. Grazie alla deduzione, il reddito imponibile si riduce a da 35.000 a 32.000 euro e l'IRPEF verrà quindi calcolata su un importo inferiore, generando un risparmio fiscale. È utile quindi sapere come avere il più alto rimborso nella detrazione del fondo pensione dal 730. 

La deducibilità legata al rigo E27 del 730 è una delle opzioni a disposizione per beneficiare del vantaggio fiscale relativo al versamento dei contributi alla previdenza complementare, mentre un’alternativa è rappresentata dall’indicazione direttamente in busta paga.

Anche nel 730 precompilato il rigo E27 contiene generalmente i contributi versati alla previdenza complementare che risultano già comunicati all'Agenzia delle Entrate tramite la Certificazione Unica o altri flussi informativi e al contribuente toccherà solo confermare o apportare modifiche ai dati inseriti dal fisco. 

calcolatrice e soldi
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Quanto si recupera dal 730 con il fondo pensione?

Per capire quanto si può recuperare dal 730 con il fondo pensione e quindi riuscire a quantificare il vantaggio economico della deduzione legata ai versamenti effettuati, bisogna ricordare che per il rigo E27 del 730 c’è un limite di deducibilità. 

In particolare, i contributi sono deducibili dal reddito complessivo entro il limite massimo annuo di 5.164,57 euro per i versamenti effettuati nel 2025, mentre si sale a 5.300 euro per quelli a partire dal 2026. L’entità del recupero dal 730 con il fondo pensione non è uguale per tutti, visto che dipende da:

  • reddito del contribuente;
  • aliquota IRPEF applicabile;
  • importo dei contributi versati;
  • eventuali addizionali regionali e comunali.

Nel caso, ad esempio, di un contribuente con un reddito complessivo di 37.000 euro, al quale si andrà ad applicare un’aliquota IRPEF del 33%, a fronte di contributi versati per 3.000 euro, potrà ottenere un risparmio nell’ordine di 990 euro, visto che l’IRPEF dovuta scenderebbe da 9.410 a 8.420 euro.

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