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Al via “Valore Paese – Fari”: 11 beni pronti ad essere dati in concessione per 50 anni

Autore: Redazione

Sono 11 i beni che fanno da apripista all’iniziativa “Valore Paese – Fari”. Un progetto volto a dare nuova vita a queste strutture, valorizzarle e, al contempo, rilanciare l’economia dei territori e generare lavoro grazie allo strumento dell’affitto di lungo periodo. A presentarlo, a Roma, il direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi, alla presenza del sottosegretario del Ministero dell’Economia e delle Finanze, PierPaolo Baretta, del ministro per i Beni Culturali, Dario Franceschini, e del ministro della Difesa, Roberta Pinotti.

Il progetto Fari

Il progetto Fari si inserisce nel circuito di Valore Paese, il progetto dell’Agenzia del Demanio per la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico italiano attraverso la sinergia tra i settori del turismo, dell’arte e della cultura, dello sviluppo economico e della coesione territoriale. L’obiettivo è quello di recuperare il patrimonio pubblico e trasformarlo da costo per la collettività a leva di sviluppo territoriale e sociale.

I fari in questione sono: il Faro di Brucoli ad Augusta (Sr), il Faro di Murro di Porco a Siracusa (Sr), il Faro di Capo Grosso nell’isola di Levanzo – Favignana (Tp), il Faro di Punta Cavazzi ad Ustica (Pa), il Faro di Capo d’Orso a Maiori (Sa), il Faro di Punta Imperatore a Forio d’Ischia (Na), il Faro di San Domino alle Isole Tremiti (Fg), i due beni sull’isola del Giglio (Gr) proposti dal Ministero della Difesa (il Faro Punta del Fenaio e il Faro di Capel Rosso), il Faro di Capo Rizzuto (Kr) e il Faro delle Isole Formiche (Gr).

L'iniziativa prevede la concessione fino a 50 anni a operatori che possano sviluppare un progetto turistico dall’elevato potenziale per i territori, in una logica di partenariato pubblico-privato, a beneficio di tutta la collettività. Con questo obiettivo, l’Agenzia del Demanio ha avviato, in concomitanza con la presentazione del progetto, una consultazione pubblica online che si chiuderà il prossimo 10 agosto e che è destinata a chiunque abbia idee e proposte (pubbliche amministrazioni, cittadini, associazioni, operatori di mercato, imprenditori interessati e possibili futuri concessionari). Per partecipare è sufficiente collegarsi al sito dell’Agenzia del Demanio (www.agenziademanio.it) e compilare il form presente nella sezione dedicata a “Valore Paese – Fari”.

I suggerimenti raccolti serviranno a delineare gli scenari di valorizzazione sui quali orientare i bandi di gara, che verranno pubblicati nell’autunno 2015 per concludersi a inizio 2016. Gli operatori che si aggiudicheranno la concessione saranno quelli che avranno presentato la miglior proposta in termini sia di progetto imprenditoriale che di sostenibilità economico-finanziaria.

Gli interventi

Presentando il progetto, Reggi ha detto: “Da quando non c’è più il presidio del guardiano, i fari stanno andando verso una situazione di degrado. Dovere dello Stato è quello di toglierli dal degrado e recuperarli. Avevamo due possibilità: investire con risorse pubbliche oppure coinvolgere il privato. Abbiamo scelto questa seconda strada. Con questo progetto, che prevede un partenariato pubblico-privato, vogliamo recuperare il bene e valorizzarlo”.

Il direttore dell’Agenzia del Demanio ha poi escluso possibili interventi speculativi. “Il primo e importante obiettivo – ha spiegato Reggi – è la salvaguardia dei fari in questione, che si trovano prevalentemente lungo la costa del Centro-Sud del Paese”. Il direttore dell’Agenzia del Demanio ha voluto inoltre sottolineare che il progetto potrà essere implementato e ha posto l’accento sulla collaborazione tra le Istituzioni.

In merito allo strumento prescelto per la valorizzazione di questi beni, Reggi ha detto che la concessione rappresenta il modo migliore per lasciare la proprietà allo Stato e consentire il recupero delle risorse. Il direttore dell’Agenzia del Demanio ha infine spiegato che fare delle stime sui possibili introiti è prematuro, se non impossibile, ma ipotizzando investimenti che prevedano la realizzazione di residence di alto livello si può parlare di 700/800mila euro all’anno di canoni.

Allacciandosi all’aspetto economico, il ministro per i Beni Culturali, Dario Franceschini, ha sottolineato che per lo Stato da un lato si tratta di un’entrata diretta, in quanto c’è un ricavo, e dall'altro di un’entrata indiretta, che viene generata dall’indotto a livello di turismo e lavoro ad esempio. Ecco, dunque, che il beneficio è molto maggiore.

Nel suo intervento, il sottosegretario del Ministero dell’Economia e delle Finanze, PierPaolo Baretta, ha spiegato che a un’operazione di alienazione il governo ha preferito la valorizzazione, attraverso una strategia di concessione, che rappresenta una strategia di lungo periodo. “Si è messo in moto un circuito” ha detto Baretta. Aggiungendo: “La possibile dimensione di valorizzazione del patrimonio pubblico italiano è enorme ed è grande anche l’interesse. Si tratta di una strategia che può pagare”.

Franceschini ha parlato poi di un progetto nuovo e ambizioso, perfettamente in linea con l’obiettivo che si è posto il Ministero per i Beni Culturali. “Adesso parliamo di fari – ha detto Franceschini – ma pensiamo anche alle case cantoniere o alle stazioni ferroviarie abbandonate. Si possono fare molti interventi per valorizzare il patrimonio e renderlo anche fruibile". Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha infine sottolineato il gioco di squadra che ha reso possibile questo progetto e ha evidenziato che si è deciso di valorizzare i beni che alla Difesa non servono più, anziché dismetterli.

I fari

Con l’aggiunta sul fil di lana dei fari di Capo Rizzuto e delle Isole delle Formiche, sono 11 i beni pronti ad essere dati in concessione per 50 anni. Ecco i dettagli:

Faro di Punta Cavazzi ad Ustica (Pa) - Il Faro sorge all’interno dell’Area Marina Protetta “Isola di Ustica”, una delle prime riserve marine italiane istituita per tutelare e promuovere gli splendidi fondali dell’isola, in un contesto pressoché incontaminato, caratterizzato dalla presenza di coste alte e scoscese e di numerose grotte che si aprono lungo il perimetro dell’isola,paradiso di subacquei e amanti del mare.

Faro di Brucoli ad Augusta (Sr) - Posto a ridosso dell’antico Castello della Regina Giovanna, il faro si trova sulla punta di una lingua di terra che ospita il borgo marinaro di Brucoli, situato tra Catania e Siracusa e caratterizzato dalla presenza di un sug gestivo porto-canale, in un ambiente geografico unico che si distingue per le sue particolari valenze storiche e naturalistiche, nonché per le testimonianze archeologiche di grande importanza.

Faro di Murro di Porco a Siracusa (Sr) - Il Faro si trova nel cuore della penisola del Plemmirio, lungo la costa a sud di Siracusa, polo culturale del Mediterraneo da sempre distinto per storia e natura, in un contesto di grande pregio paesaggistico caratterizzato da scogliere che si presentano come vere e proprie sculture naturali e da grotte marine con importanti reperti archeologici che si possono scoprire immergendosi negli stupendi fondali.

Faro di Capo Grosso nell’Isola di Levanzo-Favignana (Tp) - Il Faro appare lentamente all’orizzonte, con la torre e le sue facciate bianche, percorrendo l’unica strada che attraversa l'isola di Levanzo fino all’estremità nord in cui è situato, da cui si può godere uno splendido panorama. Un’oasi solitaria dalla bellezza paesaggistica integra, con acque limpide e incontami nate ideali per i subacquei e suggestive spiaggette di sabbia e rocce bianche che presentano numerose grotte.

Faro di Punta Imperatore a Forio d’Ischia (Na) - Sorge maestoso sulla collina che protegge la meravigliosa baia di Citara ed è raggiungibile mediante una stradina percorribile nel primo tratto con una piccola autovettura; l’ultimo tratto è invece solo pedonale e comprende una scalinata molto scoscesa. E’ uno dei fari più importanti e potenti del Mediterraneo e il tramonto che si gode dallo stesso è tra i più spettacolari dell’Isola d’Ischia.

Faro di Capo d’Orso a Maiori (Sa) - Recentemente ristrutturato, il faro è ubicato nelle immediate vicinanze di Maiori, lungo la costiera amalfitana, posto su costone a strapiombo sul mare, accessibile dalla strada costiera attraverso un suggestivo percorsogradonato, che si apre nella macchia mediterranea e scende fino al mare.

Faro di San Domino alle Isole Tremiti (Fg) - Ubicato in zona costiera sud-ovest dell’Isola di San Domino, la più estesa dell’Arcipelago delle Isole Tremiti, a picco sul mare e in posizione isolata, nelle immediate vicinanze della “Grotta delle Murene”, sorge sulla Punta del Diavolo, a mezza costa e vi si accede tramite un affascinante sentiero nella pineta.

Faro Punta del Fenaio nell’Isola del Giglio (Gr) - Sull’estremo settentrionale dell’Isola del Giglio, spicca il Faro Punta del Fenaio, testimone di leggende e racconti del passato, che colorano questo luogo solitario e di esclusiva panoramicità, affacciato sul mare aperto, in cui l’aria è ricca di profumi caratteristici tra cui la senape selvatica tipica dell’Africa del Nord.

Faro di Capel Rosso nell’Isola del Giglio (Gr) - Il Faro sorge in un avamposto di grande bellezza che troviamo all’estremo sud dell’isola del Giglio, a Punta Capel Rosso, luogo di silenzi e di storie antiche da cui prende il nome. Un sentiero lastricato e scalini intagliati nella roccia conducono al Faro, rosse le tinte dell’edificio e le striature della roccia, che in questa cornice suggestiva si uniscono ai colori brillanti della macchia mediterranea incontaminata.

Faro di Capo Rizzuto, isola di Capo Rizzuto (Kr) – Il Faro è situato nella località Capo Rizzuto, considerato fin dall’epoca pre-ellenica luogo sacro e punto strategico  per la navigazione. Il bene è localizzato nell’area extraurbana costiera e dista solo pochi chilometri dal centro abitato.

Faro Formiche sull'isolotto Formica Grande (Gr) – Situato sull’isola Formica Grande, risale ai primi del ‘900. Fu attivato dalla Marina Militare per illuminare i tre isolotti dell’arcipelago toscano, distanti una trentina di chilometri da Porto Santo Stefano sul Monte Argentario.